CORSPORT (E. PINNA) - «... c’è una differenza di 15 punti tra le due squadre, capito?». E poi ancora: «... ti dico proprio la mia, in questo momento, se hai un dubbio, pensa a chi è dietro piuttosto che chi è davanti, dammi retta». Eccola, l’intercettazione che, perMoggi, «sconvolgerà il processo». E che nel processo, oggi, entrerà, sia pure in punta di piedi, prima di tornare presumibilmente il 25 ottobre (quando l’avvocato Trofino chiuderà la difesa dell’ex dg bianconero). C’è di più, non è, questa, l’unica. A parlare, tre ore prima di Inter-Juve del 28 novembre 2004, sono Paolo Bergamo, uno dei due designatori, e Pasquale Rodomonti, l’arbitro di quella partita. Un passo indietro: due giorni prima, Bergamo aveva parlato con l’allora presidente federale, Franco Carraro (prosciolto sia dal processo penale che in quello sportivo), preoccupatissimo solo delle vicende legate alle elezioni in Lega. Si parla diInter-Juve, «una partita delicatissima in un momento delicatissimo della Lega, eccetera... faccia la partita onesta, per carità, ma che non faccia errori a favore della Juventus» dice Carraro. Un passo avanti, pochi minuti dopo la fine della partita, Collina eBergamo “certificano” che il fallo da rigore di Toldo (solo ammonito) «è rosso, è rosso pieno, è rosso proprio pieno». Per Moggi, l’anello che mancava: così facevan tutti...



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