GASPORT (G.B. OLIVERO) - Non è ancora un allarme, ma un dato su cui riflettere: la Juve segna pochino. Sempre, ma pochino. Con 7 gol all'attivo quello bianconero è il secondo attacco del campionato dietro al Genoa (8 reti) e a pari merito con Palermo, Atalanta, Novara e Inter, ma il 57% delle marcature è arrivato al debutto contro il Parma. Poi la Juve ha segnato solo un gol a partita vincendo a Siena e pareggiando con Bologna e Catania. Come ha detto Pepe «se concediamo poco possiamo permetterci anche di realizzare una sola rete a incontro», ma il rischio che il golletto non basti è alto.
Tendenza estiva - Il dato delle 4 partite ufficiali è in linea con quanto accaduto nelle amichevoli estive. Nei cinque test disputati contro squadre di serie A italiana o straniera, la Juve non ha mai segnato più di un gol a partita: 1-2 con lo Sporting Lisbona, 1-0 a Club America e Chivas Guadalajara, 0-0 con il Betis Siviglia, 1-2 con il Milan nel Trofeo Berlusconi. Quindi il problema esiste, ma esistono anche le soluzioni, visto che sono già andati in rete sette giocatori (Lichtsteiner, Pepe, Vidal, Marchisio, Matri, Vucinic, Krasic) a dimostrazione che la manovra corale consente a tutti di arrivare al tiro. Probabilmente serve solo una maggiore precisione. Le statistiche delle prime quattro giornate dicono che la Juve è seconda come tiri in porta (23, primo il Genoa con 27), decima come tiri fuori (21, in testa la Fiorentina con 29) e quarta nella classifica complessiva (44, al comando Genoa e Fiorentina con 51). A Catania è rimasto negli occhi l'incredibile errore di Arturo Vidal, che ha nella stanchezza e nel campo pesante due piccoli alibi. Più in generale sembra che la Juve giochi più di quanto produca: tante azioni, ma poche grandi occasioni. Il possesso palla è notevole (28'41" di media a partita: fanno meglio solo il Milan, con 32'27" ma un gioco molto più lento, e la Roma «alla catalana» con 31'21"), però rischia di essere sterile se non viene tradotto in palle-gol e tiri in porta.
Il capitano - Il salto di qualità può arrivare con l'esplosione dei centravanti (Vucinic e Matri sono a quota uno) e anche degli esterni, che nel calcio di Conte finiscono spesso davanti al portiere. In attesa della prima rete stagionale c'è pure Alessandro Del Piero che su Facebook ha espresso il suo stato d'animo dopo Catania: «Un pareggio su un campo difficile. Quando non vinciamo non siamo mai soddisfatti, ma il punto ci consente di restare davanti». Aspettando il Milan.



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