giovedì 18 agosto 2011

Milito: "Interisti, tranquilli. Io segnerò tanto e noi rivinceremo"

CORSPORT (A. RAMAZZOTTI) - DIVENTA FAN DI CALCIOPAZZO - Milito, con che spirito rico­mincia una nuova avventu­ra all’Inter? « Ho voglia di lasciarmi alle spalle una stagione difficile sot­to il profilo degli infortuni e di ripagare l'affetto di tutti i tifosi. Mi hanno sempre sostenuto e voglio ringraziarli con una grande annata».

Lo scorso anno, dopo 10 stagio­ni consecutive con almeno 10 gol, si è fermato a quota 8. Tut­ta colpa degli infortuni?

«Non sono mai riuscito ad esse­re al top della forma. La pre­parazione esti­va non è stata buonissima perché abbia­mo giocato su­bito le 2 super­coppe e noi re­duci dal Mon­diale abbiamo dovuto affret­tare i tempi. Mi sono fatto male spesso e sono sempre stato alla rin­corsa della mi­gliore condi­zione ».

Che errore crede di aver commesso la passata stagione?

« Quello di voler affrettare troppo i tempi di recupero. La voglia di rientra­re, per esempio, mi ha fregato contro la Roma: se stai bene in settimana, non è detto che tu sia pronto per giocare la domenica».

Non aver preso parte alla Supercoppa italiana a Pechino per fare le vacanze è stata una scelta giusta?

«Credo e spero di sì. Dopo un anno con tanti infortuni e un mese di ritiro con l’Argentina per la Coppa America, ave­vo bisogno di staccare un po' a livello mentale. Adesso sto lavorando bene».

Il Principe sta per tornare?

«Voglio star bene perché quando sono al massimo i gol arrivano. Ho ancora molto da dare all’Inter».

I tifosi rivedranno il Milito da 30 reti del 2009-10?

«Ripetere certe annate non è semplice, ma ci voglio provare. Per riuscirci pe­rò devo lavorare bene e non avere in­fortuni ».

Le critiche della scorsa stagione l’han­no più ferita o motivata?

«Non le ascolto, ma fanno parte del cal­cio. L’anno dopo il Mondiale, però, è sempre duro e può capitare di avere difficoltà».

Nell’operazione “ rilancio- Milito” quanto sarà importante Gasperini?

«Dopo che ho lasciato il Genoa qualche volta abbiamo parlato e sono contento che sia all’Inter perché credo sia un grande allenatore. Per quello che ha fatto si è guadagnato questa opportuni­tà ».

Le migliori doti di Gasp sono...

«Il grande carattere e l’abilità nel far

lavorare bene il gruppo».

Che squadra era il Genoa di Gasperi­ni?

«Una formazione aggressiva che gio­cava un calcio molto offensivo, con 3 difensori e 3 attaccanti. Lui vuole la squadra alta e che abbia un gran pos­sesso palla».

Sarà così anche l'Inter?

«Credo che non abbia cambiato le sue idee e qui ha trovato parecchia qualità nella rosa».

Con Gasperini ha stabilito il suo re­cord di gol in serie A (24). Punta a ri­toccarlo quest’anno?

«Sarebbe bellissimo. Spero di segnare molto perché è il mio mestiere, ma vo­glio soprattutto vincere ancora con l’Inter».

Con Eto’o a un passo dall’addio, il “pe­so” dell’Inter ricadrà su di lei.

«Su di me e sugli altri campioni che ab­biamo. Eto’o è un grande e se partirà, sarà una perdita importante, ma l'In­ter andrà avanti. Di qua sono andati via Ronaldo, Ibrahimovic e Vieri e l'Inter ha continuato a vincere. Magari al po­sto di Samu arriverà un altro campio­ne ».

Per esempio Tevez?

«Leggo i nomi di tanti campioni, Tevez, Lavezzi, Palacio e Forlan, giocatori che non si discutono e che sono dotati di grande classe. L’Inter vuole sempre i migliori».

Tevez, suo compagno di nazionale in Coppa America, si adatterebbe al cam­pionato italiano?

«Come calciatore Carlos non si discu­te. E’ adatto al campionato italiano co­me era adatto a quello argentino, bra­siliano e inglese perché è un attaccan­te completo, con una mentalità vince­te ».

Sarà lui il prossimo argentino a vestir­si di nerazzurro?

( Ride) « Questa è una domanda per Branca e Ausilio, non per me...».

Forlan le piace?

«Ho una grande rapporto con lui per­ché è molto amico di mio fratello e di Cambiasso. Hanno giocato tutti e tre nell’Independiente e io, che invece ho indossato la maglia del Racing, li ho affrontati in tanti derby di Avellane­da, anche a livello giovanile. Diego è un grande campione e un bravo ra­gazzo ».

Nonostante le voci sugli arrivi di Te­vez e Forlan, c'è chi parla di Inter ridi­mensionata: concorda?

«La perdita di Samuel sarebbe impor­tante perché stiamo parlando di un campione che ci ha dato tanto, ma ho fiducia nella rosa e nell'organico del­l’Inter. Anche senza Eto’o, cercheremo di fare una buona stagione».

Ammetterà però che il Milan è favori­to per lo scudetto.

«Sono i campioni in carica e li rispet­tiamo, ma ce la metteremo tutta per vincere. Hanno fiducia in loro stessi, come del resto noi. Sappiamo che pos­siamo e dobbiamo lottare per lo scu­detto ».

La ricostruzione della Juventus come la valuta?

«I bianconeri hanno una squadra per lottare per il titolo. Hanno acquistato dei giocatori importanti che hanno per­messo al gruppo di fare un salto di qua­lità. Per fortuna però non hanno preso Aguero: con lui a Torino sarebbe stata dura».

Milito resterà all’Inter?

«Sto benissimo qua, ho tre anni di con­tratto e nessuna intenzione di andar­mene. Sto tranquillo e in testa ho il de­siderio di fare una grande stagione».

Niente Galatasaray dunque?

«Ho letto di questo interessamento sui giornali, ma non ne so niente».

La concorrenza di Pazzini la preoccu­pa?

« Con Giampaolo ho un bel rapporto perché è un bravo ragazzo e un grande attaccante. Lo scorso anno con i suoi gol ci ha dato una grande mano: sarà l’allenatore a decidere chi giocherà, ma durante l’annata ci sarà spazio per tutti».

Che impressione le ha fatto il suo con­nazionale Alvarez?

«Tecnicamente è bravo e sicuramente si toglierà delle soddisfazione all'Inter. Bisogna solo dargli tempo».

Cosa può dare Lamela alla Roma?

«Ha un bel mancino, ma come Alvarez avrà bisogno di tempo, di conoscere il calcio italiano. Sono convinto che pos­sa fare la differenza».

Lo scorso anno il Mondiale, questa estate la Coppa America: perché Mili­to è sempre stato attore non protago­nista?

«Una bella domanda... Con gli allenato­ri bisogna avere fortuna e io forse non ne ho avuta. E poi l’Argentina ha tanti attaccanti forti: trovare spazio non è fa­cile ».

Pensa all’addio alla nazionale?

« Non conosco di persona il nuovo ct (Sabella ndr) e non so quello che suc­cederà, ma per me è difficile dire di no alla nazionale. Non voglio finire la mia carriera con l’Argentina non giocando come successo all’ultima Coppa Ame­rica ».

Suo fratello Gabriel è tornato in patria, nell’Independiente. Farà così anche lei in futuro?

«Lui ha fatto questa scelta dopo 8 anni di vittorie nel Barcellona e di infortuni che lo hanno fatto soffrire. Ora è feli­cissimo ».

Andrà a Terranova di Sibari a cono­scere il paese originario dei suoi avi?

«Sì. Finora non ho avuto il tempo, ma la mia è una promessa: ci andrò».

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