Va beh, d'accordo adesso arrivano i panzer, ma con quattro punti in saccoccia e il vantaggio accumulato su inglesi e spagnoli si può pensare di gestire i due confronti, soprattutto il prossimo, quello in casa. E' prevedibile che per il Bayern il San Paolo faccia il tutto esaurito.
Due siluri Il sottomarino giallo è stato colpito e affondato in poco più di un quarto d'ora, sulla spinta di un pubblico fenomenale. I siluri spediti nella sua pancia portano la firma di Hamsik e Cavani, il puntatore però è stato Pocho Lavezzi. I tre tenori hanno ripreso a cantare, secondo invocazioni della vigilia di un popolo che nei momenti di difficoltà ha letteralmente sorretto la banda Mazzarri, aggredita dal Villarreal in una ripresa priva di equilibrio, giocata dagli spagnoli in svantaggio quasi fosse una finale secca. Ma De Sanctis non ha mai tremato e alla fine ci sarebbe voluta la marcia trionfale dell'Aida per descrivere il clima di euforia sugli spalti. E comunque o' surdato è sempre più 'nnammurato della sua squadra.
Sorpresa Rossi Pepito Rossi è in campo, un po' a sorpresa, certo. Ma aveva accusato una semplice contusione e lui ci teneva a giocare: in questi casi prevale sempre la volontà del calciatore. Paradossalmente, meglio così per i piani azzurri. Perché il Villarreal, che senza Rossi avrebbe probabilmente fatto un 4-5-1, sentendosi più forte commette in partenza l'errore che gli sarà fatale aggredendo subito il Napoli nella sua metà campo. Un possesso palla insistito, che genera un pizzico di apprensione ma non reali pericoli. E intanto il Napoli, raccolto, può agire come preferisce, di rimessa. Ecco Pocho al tiro (12') pericoloso ed è la prova generale del gol.
Quei fulmini Sugli sviluppi di un angolo, Lavezzi vede libero dall'altra parte Hamsik e gli spedisce un cross millimetrico sul quale l'intera difesa ospite schiaccia un pisolo. Zapata si desta mentre il pallone gli sfila sotto il naso, cerca una reazione ma scivola e così Hamsik può prendere addirittura la mira prima di scaricare sul palo opposto. Nemmeno il tempo di riporre le trombette e le sciarpe che Lavezzi sgattaiola in area beffando il solito Gonzalo, che lo stende e probabilmente meriterebbe il rosso vista la chiara occasione da rete. L'arbitro opta per l'ammonizione ma sul rigore non si discute: la trasformazione di Cavani è da manuale. E la gente torna ad abbracciarsi, raggiante.
Cambio tattico Qui sarebbe legittimo pensare alla goleada poiché se lasci campo al Napoli, i tre davanti ti castigano di brutto. Così, almeno, va di solito. Ma Juan Carlos Garrido, cambia la sua squadra. Fuori il frastornato difensore Gonzalo e dentro una punta esterna, Camunas, per un 4-3-3 che significa o la va o la spacca. Mazzarri deve decidere se lasciare i suoi tre difensori contro i tre attaccanti ospiti, mantenendo la superiorità a centrocampo (atteggiamento rischiosetto...), oppure abbassare Dossena sulla linea difensiva per concedere un paracadute al trio Campagnaro-Cannavaro-Aronica, che si rivelerà insuperabile. Il tecnico, par di capire dalla tribuna, sarebbe per la prudenza ma Dossena è in serata da maratona e prende a fare l'elastico rinforzando ora la difesa ora centrocampo e attacco.
Brividi Il Villarreal ricava dal suo atteggiamento di sfida una palla gol del tutto occasionale per un incauto retropassaggio di Cavani (quanto ha corso pure lui!) che di fatto libera davanti a De Sanctis nientemeno che Nilmar, uno dal piede fatato. Beh, il brasiliano è capace di sbagliare lo stop e l'occasionissima sfuma. Si va al riposo dopo aver applaudito a scena aperta i recuperi di Gargano, un altro che a fine gara avrà fatto i diecimila a tempo di record. La ripresa è una partita di ping-pong: un'azione io, l'altra tu. Che però non regala palle gol: le difese hanno sempre la meglio e gli azzurri cadono troppe volte nella trappola del fuorigioco. Quando il Villarreal riesce a creare l'azione buona con uno sfondamento a destra (il lato di Dossena: mica si può essere inesauribili) ecco che Cannavaro salva in spaccata il tiro a botta sicura di Nilmar. E adesso l'Inter: senza Cavani e Aronica? Pare che possano farcela. In ogni caso, ai guai qui sono abituati a pensarci domani...
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