lunedì 3 ottobre 2011

Una raffica di tiri. Due gol nel finale, il Milan va k.o. e finisce in dieci. Bianconeri primi


GASPORT (L. CALAMAI) - Cercava una vittoria simbolo. Eccola. La Juve di Conte spazza via il Milan e si regala una dose ubriacante di auto-stima. Il trionfo dei bianconeri va oltre il 2-0 finale.
C'è un dato statistico che fotografa in maniera spietata l'andamento della partita, il numero dei tiri (in porta e non): le cifre parlano di un 16 a 4 per la banda Buffon. Un bombardamento. Non c'è stata gara.
Pressing furioso - Fin dal primo minuto. La Juve dimostra di avere più fame, più gambe, più idee. Operando un pressing a tratti furioso. Conte sposta a sorpresa Chiellini sulla corsia di sinistra (ma chiedendogli di stringere spesso al centro per togliere campo a Ibra e Cassano) e si affida al 4-1-4-1. La mossa che consegna il centrocampo ai padroni di casa. Il Milan fa da spettatore mentre Pirlo si libera con facilità della gabbia (Cassano-Boateng) che Allegri gli aveva costruito addosso e propone le solite geniali geometrie. E non riesce a tamponare a dovere le verticalizzazioni micidiali della coppia Marchisio-Vidal. Due giovanotti che hanno corsa e qualità. E senso del gol. Non a caso sarà proprio Marchisio a realizzare la doppietta decisiva.
La Juve potrebbe già andare a segno nel primo tempo. Vucinic, terminale di tutta questa ricchezza offensiva bianconera non è fortunato quando con un pallonetto (36') scavalca Abbiati ma centra in pieno la traversa. Ma la squadra di Conte non molla la presa. Resta aggrappata all'avversario impedendogli di respirare, di ragionare. La squadra moscia e prevedibile delle ultime due stagioni è un lontano ricordo. La Juve di oggi ha la grinta esplosiva del suo comandante. Non a caso Conte continua a spingere i suoi allievi all'assalto anche quando la gara sembra impiombata sullo 0-0. Un atteggiamento che porta al micidiale uno-due finale. Con Marchisio bravo prima a chiudere una serie di triangolazioni volanti con Vidal e Vucinic e poi a piazzare un siluro da venti metri che manda in tilt uno spaesato Abbiati.
Qualità e personalità - La Juve resta al comando della classifica, in compagnia dell'Udinese. Ma, dopo questa vittoria, è un primo posto che ha un peso diverso. Ora la squadra di Conte sa che può vincere lo scudetto. In pochi mesi sono cambiate tante cose nel mondo bianconero. L'arrivo di Pirlo, ad esempio, ha regalato doti industriali di qualità e di personalità al gruppo. Intorno al geniale Andrea stanno crescendo in tanti: giocatori esperti come Barzagli (appena riconvocato in nazionale) e Pepe e giovanotti ambiziosi comeMarchisio e Vidal. E questa Juve può ancora salire dei gradini se, strada facendo, ritroverà il miglior Krasic, se Vucinic riuscirà a essere più cattivo negli ultimi venti metri e se Chiellini si riprenderà il ruolo di leader del pacchetto difensivo. Ma, intanto, saltano di gioia in quarantamila nella nuova casa bianconera. E la faccia stravolta dalla felicità di Conte è l'immagine simbolo di questa nuova-vecchia Juve.
Cantiere Milan - Il presidente Berlusconi, alla vigilia, aveva parlato del modello Barcellona. Beh, lasciamo perdere. La squadra rossonera sembra ancora un cantiere aperto. Allegri, forte dello scudetto vinto, ha scelto in estate di rinunciare alle geometrie di Pirlo e di puntare su un Milan capace di travolgere gli avversari dal punto di vista atletico. Un progetto che si riassume in quattro giocatori: Thiago Silva, Van Bommel, Boateng e, appunto, Ibra. Uomini capaci di sommare potenza e qualità. In questo momento almeno due di questi elementi cardine - Ibra e Boateng - sono lontani dalla condizione fisica ideale. E, quindi, non riescono a incidere come al solito. Mancando questi «motori» trainanti la macchinaMilan sbuffa, propone un calcio banale. Un dato: il primo tiro nello specchio della porta difesa da Buffon è arrivato al 6' del secondo tempo con una girata al volo di Boateng. Un lampo dopo cinquanta minuti di nulla. La sosta arriva preziosa per la confusa squadra rossonera. Allegri avrà la possibilità di restituire brillantezza ai suoi gioielli. Intanto il Milandeve fare i conti con una classifica che piange. I rossoneri hanno 6 punti di ritardo dalla Juve e 5 dal Napoli. E' già allarme-scudetto.

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