CORSPORT (F. PATANIA) - Ora si sorprendono tutti di Miroslav Klose, anche Mihajlovic non se l’aspettava così forte, l’ha confessato il giorno prima della partita con la Lazio e chissà cosa deve aver pensato ieri pomeriggio quando l’ex centravanti del Bayern Monaco è sbucato tra Gamberini e Natale e di testa ha folgorato Boruc. Lo stadio Franchi questa volta è rimasto ammutolito, aveva smesso di fischiarlo già da qualche minuto inchinandosi di fronte alla sua classe, e non poteva certo scambiare Bergonzi per Ovrebo, il fischietto norvegese che consentì aKlose di segnare in fuorigioco il gol decisivo di Bayern Monaco-Fiorentina (2-1) nel febbraio 2010, ottavi di Champions League. E’ finita con lo stesso risultato e il tedesco-polacco ha castigato ancora i viola, trascinando la Lazio verso il derby con un altro gol vittoria, proprio come aveva fatto a Cesena il 21 settembre.
NUMERI - Un’altra prodezza, un nuovo gol pesante, il terzo in cinque partite di campionato. Una prestazione super a cui bisogna aggiungere l’assist per Hernanes. Già, perché Miro Klose non è soltanto un implacabile bomber, ma un rifinitore straordinario. Nella partita con il Genoa aveva mandato in gol Sculli, che ieri gli ha ricambiato il favore. Altri tre assist li aveva inventati nel play off di andata di fine agosto con il Rabotnicki, quando finì in goleada allo stadio Olimpico. Sta tenendo medie impressionanti, sta segnando a ripetizione Klose, c’era riuscito anche mercoledì a Lisbona e il suo bottino personale è già gonfio: 5 gol e 5 assist in 7 partite tra Europa League e campionato. Non male come rinforzo. Regge il confronto con Ibra, Cavani e Di Natale, i bomber della serie A. Sta cancellando il ricordo di Vieri e Crespo, gli ultimi grandi centravanti della storia della Lazio.
CORTEGGIAMENTO - Complimenti al ds Tare, suo ex compagno ai tempi del Kaiserslautern, per averlo portato a Roma e convinto a sposare il progetto della Lazio. Reja lo inseguiva da gennaio, gli avrebbe potuto dare una bella mano a centrare la Champions. Lotito ora se lo gode. «Klose era disponibile anche allora, il Bayern no e non riuscì a venire. L’avevo chiesto già a gennaio, ma purtroppo Rummenigge non lo fece andare via» ha raccontato ieri pomeriggio il presidente della Lazio, sottolineandone anche i comportamenti. E’ un esempio in campo e fuori. «Un campione nella vita, non solo in campo. Per farvi capire chi è Klose, mi basta raccontare che un giorno, tornando dalla trasferta in nazionale, ha chiesto di allenarsi con la Primavera. Portava i palloni». Tutti lo adorano a Formello.
NAZIONALE - E’ un fenomeno Klose. Un giocatore di un’altra categoria. Si diceva così prima che questa frase diventasse un titolo di giornale. S’era capito subito, dai primi allenamenti sotto le Tre Cime di Lavaredo, nel ritiro di Auronzo. L’ha dimostrato in campionato, facendo subito la differenza. E la Roma di Luis Enrique dovrà provare a fermarlo tra due settimane nel derby dell’Olimpico. Oggi Klose partirà per rispondere alla convocazione della nazionale. Reja spera di ritrovarlo fresco, non spremuto, mercoledì 12 ottobre, quando rientrerà da Dusseldorf. Ci sono le ultime due partite del girone delle qualificazioni europee, la Germania scenderà in campo venerdì a Istanbul per affrontare la Turchia e martedì prossimo in casa con il Belgio. Klose insegue il primato di Gerd Muller, ma Gomez s’è ristabilito dall’infortunio che gli aveva impedito di giocare un mese fa contro Austria e Polonia, il ct Loew dovrebbe organizzare il turnover. Una partita a testa. Per la contentezza di Reja che conta di ritrovarlo al top per stendere la Roma.



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