CORSPORT (A. RAMAZZOTTI) - Quanto Samuel Eto'o manca all'Inter, i tifosi nerazzurri hanno già iniziato a capirlo nelle prime 8 partite ufficiali della stagione. E' il paragone con gli stessi impegni disputati un anno fa ad essere impietoso:dodici mesi fa, di questi tempi, il camerunese aveva già realizzato 11 reti trascinando l'Inter al successo nella finale di Supercoppa italiana contro la Roma e al primo posto in classifica sia in serie A (a parimerito con la Lazio) sia in Champions League (a pari punti con il Tottenham). Le sue prodezze mascheravano le difficoltà della formazione di un Benitez che poi con il passare delle settimane sarebbe stato schiacciato dagli infortuni e da un rapporto conflittuale con una parte dello spogliatoio. Adesso, dopo quattro allenatori già alternatisi sulla panchina nerazzurra, l'ex Barcellona segna con l'Anzhi, nella lontana Russia (3 centri in 5 giornate), mentre l'Inter soffre e in tutto di gol ne ha firmati 11, quanti quelli della sua ex stella africana nello stesso periodo del 2010-11. I primi segnali della cura Ranieri sono stati incoraggianti (2 partite, altrettante vittorie con 6 gol all'attivo), ma poi è arrivato il ko contro il Napoli causato anche dagli errori di Rocchi. Sabato, alla ripresa del campionato, sarà dunque necessario ritrovare la giusta strada per iniziare la risalita in classifica e per allontanare l'ombra di Eto'o.
CHE ASSENZA -L'Inter sapeva che la perdita di Eto'o sarebbe stata difficile da colmare, ma l'offerta economicamente impareggiabile dei russi e la possibilità di rimettere in sesto il bilancio con una plusvalenza importante (più il risparmio di un ingaggio da oltre 20 milioni lordi a stagione fino al 2014), ha indotto il presidente Moratti a dare il via libera alla partenza del Re Leone. I segni dell'addio del camerunese però in campo si vedono,sia perché Forlan e Zarate (1 rete a testa) non hanno ancora ingranato sia perché attaccanti con la classe e le caratteristiche di Eto'o in giro per il mondo ce ne sono pochi. I numeri sotto impietosi ed eloquenti: escludendo la finale di Supercoppa europea, che quest'anno l'Inter non ha giocato, rispetto alla passata stagione l'Inter ha segnato di meno e subito più reti.
CHE NUMERI -Ma c'è di più: dopo la finale di Supercoppa italiana, 5 giornate di campionato e 2 gare del girone di Champions League, l'africano aveva già battuto il portiere avversario 11 volte contribuendo per il 64% al bottino realizzativo nerazzurro. Le sue marcature ( più 2 assist) erano state fondamentali per la vittoria della Supercoppa contro la Roma, per i successi contro Udinese, Palermo, Bari e Werder Brema oltre che per favorire il pareggio in trasferta contro il Twente. Insomma, quando la squadra faticava, Samuel con le sue prodezze copriva le magagne. A distanza di 12 mesi l'Inter sta soffrendo nonostante un attacco di tutto rispetto che può contare su Pazzini, Milito, Forlan e Zarate oltre che su Sneijder, rimasto, ma infortunatosi. Perché? Perché Milito e Pazzini hanno bisogno dei palloni dei compagni per segnare, mentre Forlan e Zarate, i due chiamati a non far rimpiangere Samuel, ancora devono integrarsi. Resta il fatto che finora l'Inter ha realizzato in tutto 11 gol, 7 dei quali ad opera dei suoi attaccanti (3 Milito, 2 Pazzini, 1 a testa Forlan e Zarate), ma soprattutto ha subito ben 10 reti in più, un sintomo chiaro che qualcosa non va non solo in attacco. La tendenza con Ranieri è migliorata (6 gol fatti e altrettanti subìti in 3 incontri) rispetto all'era Gasperini (5 reti all'attivo, 10 al passivo), ma ancora non basta. Né all'Inter per tornare a sorridere in Italia e in Europa, né ai tifosi per dimenticare il Re Leone che dalla Russia tifa ancora nerazzurro.



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