GASPORT - Sprofondo rossonerazzurro. La capitale calcistica degli ultimi anni improvvisamente si riscopre piccolo comune di provincia. E non se ne capacita. Da una parte si tirano fuori gli infortuni, dall'altra gli errori arbitrali. Entrambi dati di fatto indiscutibili, che però non possono — non devono — costituire un alibi più forte delle problematiche con cui le due dirigenze si dovranno confrontare per rimettersi sulla strada giusta. Milan e Inter hanno il fiato corto — fisico o mentale, a seconda dei casi — e sono passate solo cinque partite di campionato e due di Champions. Più la Supercoppa di agosto, che ora in diversi additano come madre di tutti i mali. Probabilmente un'esagerazione e comunque per migliorare il presente non ha senso rivolgersi al passato.Un'epoca fa A proposito di passato. L'entità della crisi milanese è racchiusa in un dato: per trovare una partenza di campionato così disastrosa occorre riavvolgere il nastro di 81 anni, quando i giocatori scendevano in campo con la brillantina sui capelli e la riga in mezzo. Nella stagione 1930-31 rossoneri e nerazzurri dopo cinque partite misero insieme la miseria di 7 punti (per comodità e semplicità di calcolo abbiamo utilizzato i 3 punti per vittoria): 2 il Milan (2 pari e 3 sconfitte) e 5 l'Inter (1 vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte). Dopo di allora le false partenze non sono ovviamente mancate, ma mai così misere e mai da parte di entrambe le squadre contemporaneamente. Ora che si è toccato il fondo, l'importante è non continuare a scavare.



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