venerdì 7 ottobre 2011

Moratti: "Garantisco io vinceremo ancora"


CORSPORT (A. RAMAZZOTTI) - Quanto vuole bene all’Inter lo capisci dai particolari, dalle sfumature che mai come nel caso dei sentimenti fanno la differenza.
Massimo Moratti è seduto nel suo ufficio in pieno centro a Milano, intorno a lui le foto dei familiari e tanti ricordi dei trionfi conquistati. Ha vissuto stagioni difficili e ha sofferto, ma da sette anni ha iniziato a vincere con una continuità che nessun altro club o presidente del Vecchio Continente può vantare. Neppure il Barcellona, che nel 2007-08 è rimasto a secco di trofei, ha fatto come l’Inter di Moratti. «E non è finita perché vogliamo vincere ancora» racconta tra un complimento al Napoli, un elogio a Lavezzi e una stilettata alla Juventus che continua la sua battaglia per lo scudetto del 2006. Le critiche di Benitez non trovano diritto di cittadinanza in un pomeriggio che serve al numero uno di corso Vittorio Emanuele per fissare un punto di ripartenza per l’Inter. Vuole ancora provare il dolce sapore della vittoria ed è convinto che grazie a Ranieri succederà.

Dà un’occhiata alla Champions League che ha nel suo ufficio, poi guarda con amore il quadro sulla parete davanti alla sua scrivania. «Me lo hanno regalato i giocatori dopo lo scudetto del 2006-07. Lo ha fatto un pittore francese. Bellissimo».
Ci sono i nerazzurri in campo che festeggiano il loro presidente, come tante volte è accaduto negli ultimi 7 anni. «Succederà ancora» rassicura i tifosi.

Parola di Moratti.
Presidente, qual è il segreto per vincere trofei per 7 anni di fila e far meglio anche del Barcellona? «Non c’è un segreto. Il merito è della serietà e della professiona­lità dei giocatori che abbiamo avuto, ma anche della bravura degli allenatori che sono stati scelti. Mancini e Mourinho han­no fatto grandi cose valorizzando al meglio l’ottimo materiale umano che hanno avuto a dispo­sizione, ma anche gli altri tecni­ci hanno dato il loro contributo».

E’ possibile allungare la serie degli anni vincenti e conquista­re almeno un trofeo anche in questa stagione?
«Sì, io credo sia possibile, a pat­to che la squadra mantenga il ca­rattere mostrato in questi anni, quello che ci ha permesso di to­glierci tante soddisfazioni».
Le sue frasi rassereneranno i ti­fosi un po’ in apprensione dopo un inizio difficile.
«Vede, una stagione vincente di­pende da diversi fattori: da quel­lo fisico, dall’amore che un grup­po ha per il suo lavoro e dal de­siderio di arrivare in alto o di confermarsi ai vertici. Io ho fi­ducia nella nostra squadra per­ché noto che ha tutte le compo­nenti per regalarci ancora gran­di soddisfazioni».
Il titolo dunque è “ Moratti scommette ancora sull’Inter”?
( Sorride) « Certo. Intendiamoci, determinati risultati non è che si possono pretendere, ma ho la convinzione che questo gruppo possa far bene ancora e a lungo».
Vedere l’Inter al quart’ultimo posto in classifica che sensazio­ni le dà?
« Mi fa un’impressione strana, ma questo inizio di stagione è stato un po’ così... Il cambio di modulo tattico e poi di allenato­re, gli infortuni, la sconfitta im­meritata contro il Napoli: è suc­cesso un po’ di tutto e adesso non serve neppure guardare troppo al passato o fare programmi per il futuro. Ho chiesto di pensare partita dopo partita, di cercare di fare il meglio possibile e di ti­rarci fuori da questa situazione».
In una situazione pressoché ana­loga alla vostra c’è anche in Mi­lan.
Se l’aspettava?
«Un momento di appannamento ci sta, sia per noi che per loro. Il gruppo dell’Inter però c’è ed è forte. Adesso è necessario ri­prendere a fare punti e svegliar­si perché le altre corrono e là da­vanti Juventus e Napoli stanno tenendo un gran passo».
Tra bianconeri e azzurri chi l’ha impressionata di più?
«Il Napoli, che ha mostrato una qualità e un gioco davvero otti­mi. E non solo contro di noi. Il merito è di Mazzarri, un tecnico bravo che stimo, e della rosa che è di ottimo livello. Si parla tanto degli attaccanti del Napoli, che sono fortissimi, ma a me sabato è piaciuto tanto Cannavaro che in difesa non ha commesso neppu­re un errore » .
Sta per caso cercando di nascon­dere la sua “ passione” per La­vezzi?
«No, ci mancherebbe. Lavezzi mi piace ed è vero che la scorsa estate una chiamata a De Lau­rentiis l’ho fatta. Aurelio è un mio amico, è legato a me da un buonissimo rapporto e quando ha raccontato questa cosa (la te­lefonata ricevuta da Moratti per l’acquisto di Lavezzi, ndr), ha detto la verità. Lavezzi ha un cambio di passo incredibile e un grande talento, ma è un giocato­re legato al Napoli e lì sta bene».
E la Juventus lassù in vetta la sorprende?
« Il nuovo stadio sta dando ai bianconeri una grande spinta e li sta mettendo in condizione di dare qualcosa in più. Nessuno però ha mai sottovalutato la Ju­ventus ».
Senza le coppe europee la for­mazione di Conte può resistere fino a fine stagione al vertice?
« Le capacità della squadra e la storia della società possono per­mettere alla Juve di mantenere questo piazzamento, anche se noi certamente cercheremo di andare a insidiarlo».
Con la Juventus siete avversari sul campo e nelle aule giudizia­rie complice la storia dello scu­detto del 2006. Adesso c’è l’espo­sto alla Uefa che ha chiesto spie­gazioni alla Figc...
«Non mi sembra una cosa bella che una squadra italiana denun­ci la propria Federazione e un’al­tra squadra italiana alla Uefa. Non aggiungo altro».
Non bella è stata anche la dire­zione di sabato di Rocchi in In­ter- Napoli. E’ passata la rabbia per certi fischi dell’arbitro fio­rentino?
«Credo sia umano essere arrab­biati subito dopo una partita an­data in quel modo anche perché pensi ai sacrifici che hai fatto e a come sono stati rovinati. Essere battuti così dà un fastidio ancora più particolare. Ho molto rispet­to per gli arbitri che ritengo una categoria di grande prestigio. E proprio alla luce di questo pre­stigio, loro non possono andare in campo pensando che siccome sbagliano i giocatori, degli erro­ri li possono fare anche loro».
Il numero delle espulsioni subì­te dalla sua squadra ( 7 in tutto, ndr) le fa pensare che con Roc­chi l’Inter sia un po’... sfortuna­ta?
«Sì, in effetti quello che è succes­so sabato non è stata una cosa ac­cidentale. Insomma, non è la pri­ma volta che capita... Rocchi con noi in questi anni ha avuto... una continuità notevole. Il rancore per l’accaduto adesso non c’è più, ma il ricordo rimane».
E se l’Inter nei prossimi mesi si trovasse nuovamente ad essere arbitrata da Rocchi cosa succe­derà?
« Spero che venga usato il buon senso » .
Il gruppo riuscirà ad assorbire il contraccolpo della sconfitta con­tro il Napoli?
«Certo perché abbiamo un alle­natore bravissimo. Ranieri tra le sue tante capacità ha quella di tenere il gruppo unito quando ci sono delle difficoltà. Anche lui sabato era molto arrabbiato per ciò che era successo, ma ha visto una grande Inter nel primo tem­po. Sono d’accordo con lui: fino al rigore del Napoli abbiamo fat­to davvero bene».
Un caso che l’Inter sia tornata a giocare bene con Maicon di nuo­vo in campo?
« Assolutamente no. Avendolo fuori forse qualcuno si era di­menticato di quanto sia forte Maicon, ma lui è di un livello in­credibile. Per venti minuti sulla sua fascia ha dettato legge ed era imprendibile per gli avversari. Una cosa pazzesca».
Soddisfatto a posteriori che in estate non le siano arrivate of­ferte per il brasiliano?«Non pensi che non siano arriva­te... Le abbiamo ricevute, ma noi lo riteniamo un giocatore essen­ziale per questa squadra: Maicon è uno speciale, nel suo ruolo il migliore al mondo».
Per la rinascita dell’Inter ora serve che, dopo Pazzini e Milito, anche Forlan inizi a far gol con continuità.
«Forlan non mi crea preoccupa­zioni perché è un attaccante di grande qualità. Sa lui come fare per segnare e non ha bisogno di essere spinto o stimolato. Vedre­te che farà bene».
L’inizio in salita ha portato mol­ti critici a dire che questa Inter è vecchia, “ finita” e che sta pa­gando il fair play finanziario. Co­sa risponde?
«Quanto al fair play finanziario qualcosa abbiamo fatto e in futu­ro faremo ancora. Ai tifosi però dico di stare tranquilli: magari ci saranno delle operazioni in usci­ta, ma ce ne saranno anche in en­trata. Sono fiero di ciò che abbia­mo vinto, ma la famiglia Moratti con l’Inter vuole vincere ancora. Non penso a vendere il club o a cose del genere: io sono concen­trato sui prossimi successi da conquistare».
Acquistare giovani di talento per rinfrescare la rosa può esse­re la chiave giusta per continua­re questo ciclo vincente?
«Le squadre che vincono hanno tutte un mix di esperienza e gio­ventù. Ai giovani bisogna dare tempo di crescere e di inserirsi: nel calcio funziona così. Guar­date il Real Madrid: qualcuno la passata stagione aveva dei dub­bi su certi acquisti che poi han­no reso molto bene. Quando prendi un ragazzo vorresti che fosse la fotocopia del campione con il quale hai vinto e che ma­gari non c’è più, ma chiaramen­te non è possibile. I nostri gio­vani sono bravi, hanno buona qualità e abbiamo fiducia in lo­ro » .
Goetze, Lucas, Oscar, Casemiro, Kucka, Juan...: i talenti che l’In­ter segue sono tantissimi. Arri­veranno a Milano?
«Al di là dei nomi, è importante la filosofia ovvero continuare a vincere con il nostro gruppo di campioni e con innesti mirati. Guardiamo al presente, ma an­che al futuro. E’ questa la strada da seguire perché il tempo delle spese folli è finito».
La crisi economica mondiale sta schiacciando anche il pallone...
«Sì e per questo è importante che il calcio italiano prenda esempio dall’estero, ovvero che aumenti i propri ricavi valorizzando l’aspetto commerciale, intendo il merchandising e tutte le attività legate alle sponsorizzazioni e al resto. Solo così possiamo tenere il passo delle altre leghe dell’Eu­ropa. Ci stiamo muovendo in questo senso perché l’Inter vuo­le continuare a vincere».

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