CORSPORT (A. RAMAZZOTTI) - Quanto vuole bene all’Inter lo capisci dai particolari, dalle sfumature che mai come nel caso dei sentimenti fanno la differenza. Massimo Moratti è seduto nel suo ufficio in pieno centro a Milano, intorno a lui le foto dei familiari e tanti ricordi dei trionfi conquistati. Ha vissuto stagioni difficili e ha sofferto, ma da sette anni ha iniziato a vincere con una continuità che nessun altro club o presidente del Vecchio Continente può vantare. Neppure il Barcellona, che nel 2007-08 è rimasto a secco di trofei, ha fatto come l’Inter di Moratti. «E non è finita perché vogliamo vincere ancora» racconta tra un complimento al Napoli, un elogio a Lavezzi e una stilettata alla Juventus che continua la sua battaglia per lo scudetto del 2006. Le critiche di Benitez non trovano diritto di cittadinanza in un pomeriggio che serve al numero uno di corso Vittorio Emanuele per fissare un punto di ripartenza per l’Inter. Vuole ancora provare il dolce sapore della vittoria ed è convinto che grazie a Ranieri succederà.
Dà un’occhiata alla Champions League che ha nel suo ufficio, poi guarda con amore il quadro sulla parete davanti alla sua scrivania. «Me lo hanno regalato i giocatori dopo lo scudetto del 2006-07. Lo ha fatto un pittore francese. Bellissimo».
Ci sono i nerazzurri in campo che festeggiano il loro presidente, come tante volte è accaduto negli ultimi 7 anni. «Succederà ancora» rassicura i tifosi.
Parola di Moratti.
Presidente, qual è il segreto per vincere trofei per 7 anni di fila e far meglio anche del Barcellona? «Non c’è un segreto. Il merito è della serietà e della professionalità dei giocatori che abbiamo avuto, ma anche della bravura degli allenatori che sono stati scelti. Mancini e Mourinho hanno fatto grandi cose valorizzando al meglio l’ottimo materiale umano che hanno avuto a disposizione, ma anche gli altri tecnici hanno dato il loro contributo».
E’ possibile allungare la serie degli anni vincenti e conquistare almeno un trofeo anche in questa stagione?
«Sì, io credo sia possibile, a patto che la squadra mantenga il carattere mostrato in questi anni, quello che ci ha permesso di toglierci tante soddisfazioni».
Le sue frasi rassereneranno i tifosi un po’ in apprensione dopo un inizio difficile.
«Vede, una stagione vincente dipende da diversi fattori: da quello fisico, dall’amore che un gruppo ha per il suo lavoro e dal desiderio di arrivare in alto o di confermarsi ai vertici. Io ho fiducia nella nostra squadra perché noto che ha tutte le componenti per regalarci ancora grandi soddisfazioni».
Il titolo dunque è “ Moratti scommette ancora sull’Inter”?
( Sorride) « Certo. Intendiamoci, determinati risultati non è che si possono pretendere, ma ho la convinzione che questo gruppo possa far bene ancora e a lungo».
Vedere l’Inter al quart’ultimo posto in classifica che sensazioni le dà?
« Mi fa un’impressione strana, ma questo inizio di stagione è stato un po’ così... Il cambio di modulo tattico e poi di allenatore, gli infortuni, la sconfitta immeritata contro il Napoli: è successo un po’ di tutto e adesso non serve neppure guardare troppo al passato o fare programmi per il futuro. Ho chiesto di pensare partita dopo partita, di cercare di fare il meglio possibile e di tirarci fuori da questa situazione».
In una situazione pressoché analoga alla vostra c’è anche in Milan.
Se l’aspettava?
«Un momento di appannamento ci sta, sia per noi che per loro. Il gruppo dell’Inter però c’è ed è forte. Adesso è necessario riprendere a fare punti e svegliarsi perché le altre corrono e là davanti Juventus e Napoli stanno tenendo un gran passo».
Tra bianconeri e azzurri chi l’ha impressionata di più?
«Il Napoli, che ha mostrato una qualità e un gioco davvero ottimi. E non solo contro di noi. Il merito è di Mazzarri, un tecnico bravo che stimo, e della rosa che è di ottimo livello. Si parla tanto degli attaccanti del Napoli, che sono fortissimi, ma a me sabato è piaciuto tanto Cannavaro che in difesa non ha commesso neppure un errore » .
Sta per caso cercando di nascondere la sua “ passione” per Lavezzi?
«No, ci mancherebbe. Lavezzi mi piace ed è vero che la scorsa estate una chiamata a De Laurentiis l’ho fatta. Aurelio è un mio amico, è legato a me da un buonissimo rapporto e quando ha raccontato questa cosa (la telefonata ricevuta da Moratti per l’acquisto di Lavezzi, ndr), ha detto la verità. Lavezzi ha un cambio di passo incredibile e un grande talento, ma è un giocatore legato al Napoli e lì sta bene».
E la Juventus lassù in vetta la sorprende?
« Il nuovo stadio sta dando ai bianconeri una grande spinta e li sta mettendo in condizione di dare qualcosa in più. Nessuno però ha mai sottovalutato la Juventus ».
Senza le coppe europee la formazione di Conte può resistere fino a fine stagione al vertice?
« Le capacità della squadra e la storia della società possono permettere alla Juve di mantenere questo piazzamento, anche se noi certamente cercheremo di andare a insidiarlo».
Con la Juventus siete avversari sul campo e nelle aule giudiziarie complice la storia dello scudetto del 2006. Adesso c’è l’esposto alla Uefa che ha chiesto spiegazioni alla Figc...
«Non mi sembra una cosa bella che una squadra italiana denunci la propria Federazione e un’altra squadra italiana alla Uefa. Non aggiungo altro».
Non bella è stata anche la direzione di sabato di Rocchi in Inter- Napoli. E’ passata la rabbia per certi fischi dell’arbitro fiorentino?
«Credo sia umano essere arrabbiati subito dopo una partita andata in quel modo anche perché pensi ai sacrifici che hai fatto e a come sono stati rovinati. Essere battuti così dà un fastidio ancora più particolare. Ho molto rispetto per gli arbitri che ritengo una categoria di grande prestigio. E proprio alla luce di questo prestigio, loro non possono andare in campo pensando che siccome sbagliano i giocatori, degli errori li possono fare anche loro».
Il numero delle espulsioni subìte dalla sua squadra ( 7 in tutto, ndr) le fa pensare che con Rocchi l’Inter sia un po’... sfortunata?
«Sì, in effetti quello che è successo sabato non è stata una cosa accidentale. Insomma, non è la prima volta che capita... Rocchi con noi in questi anni ha avuto... una continuità notevole. Il rancore per l’accaduto adesso non c’è più, ma il ricordo rimane».
E se l’Inter nei prossimi mesi si trovasse nuovamente ad essere arbitrata da Rocchi cosa succederà?
« Spero che venga usato il buon senso » .
Il gruppo riuscirà ad assorbire il contraccolpo della sconfitta contro il Napoli?
«Certo perché abbiamo un allenatore bravissimo. Ranieri tra le sue tante capacità ha quella di tenere il gruppo unito quando ci sono delle difficoltà. Anche lui sabato era molto arrabbiato per ciò che era successo, ma ha visto una grande Inter nel primo tempo. Sono d’accordo con lui: fino al rigore del Napoli abbiamo fatto davvero bene».
Un caso che l’Inter sia tornata a giocare bene con Maicon di nuovo in campo?
« Assolutamente no. Avendolo fuori forse qualcuno si era dimenticato di quanto sia forte Maicon, ma lui è di un livello incredibile. Per venti minuti sulla sua fascia ha dettato legge ed era imprendibile per gli avversari. Una cosa pazzesca».
Soddisfatto a posteriori che in estate non le siano arrivate offerte per il brasiliano?«Non pensi che non siano arrivate... Le abbiamo ricevute, ma noi lo riteniamo un giocatore essenziale per questa squadra: Maicon è uno speciale, nel suo ruolo il migliore al mondo».
Per la rinascita dell’Inter ora serve che, dopo Pazzini e Milito, anche Forlan inizi a far gol con continuità.
«Forlan non mi crea preoccupazioni perché è un attaccante di grande qualità. Sa lui come fare per segnare e non ha bisogno di essere spinto o stimolato. Vedrete che farà bene».
L’inizio in salita ha portato molti critici a dire che questa Inter è vecchia, “ finita” e che sta pagando il fair play finanziario. Cosa risponde?
«Quanto al fair play finanziario qualcosa abbiamo fatto e in futuro faremo ancora. Ai tifosi però dico di stare tranquilli: magari ci saranno delle operazioni in uscita, ma ce ne saranno anche in entrata. Sono fiero di ciò che abbiamo vinto, ma la famiglia Moratti con l’Inter vuole vincere ancora. Non penso a vendere il club o a cose del genere: io sono concentrato sui prossimi successi da conquistare».
Acquistare giovani di talento per rinfrescare la rosa può essere la chiave giusta per continuare questo ciclo vincente?
«Le squadre che vincono hanno tutte un mix di esperienza e gioventù. Ai giovani bisogna dare tempo di crescere e di inserirsi: nel calcio funziona così. Guardate il Real Madrid: qualcuno la passata stagione aveva dei dubbi su certi acquisti che poi hanno reso molto bene. Quando prendi un ragazzo vorresti che fosse la fotocopia del campione con il quale hai vinto e che magari non c’è più, ma chiaramente non è possibile. I nostri giovani sono bravi, hanno buona qualità e abbiamo fiducia in loro » .
Goetze, Lucas, Oscar, Casemiro, Kucka, Juan...: i talenti che l’Inter segue sono tantissimi. Arriveranno a Milano?
«Al di là dei nomi, è importante la filosofia ovvero continuare a vincere con il nostro gruppo di campioni e con innesti mirati. Guardiamo al presente, ma anche al futuro. E’ questa la strada da seguire perché il tempo delle spese folli è finito».
La crisi economica mondiale sta schiacciando anche il pallone...
«Sì e per questo è importante che il calcio italiano prenda esempio dall’estero, ovvero che aumenti i propri ricavi valorizzando l’aspetto commerciale, intendo il merchandising e tutte le attività legate alle sponsorizzazioni e al resto. Solo così possiamo tenere il passo delle altre leghe dell’Europa. Ci stiamo muovendo in questo senso perché l’Inter vuole continuare a vincere».



0 commenti:
Posta un commento