CORSPORT (E. PIERGIANNI) - Tre mesi di Lazio hanno rigenerato Miroslav Klose. Lo hanno riportato sui magici livelli di rendimento dei suoi anni migliori nel Werder Brema e nel Bayern. Sta rinascendo un Klose da quarto campionato del mondo, come se a Formello il nuovo bomber biancoceleste fosse stato miracolato da una prodigiosa macchina del tempo. Questo, in sintesi, il giudizio più diffuso nei media in Germania sul 'risveglio romano' del secondo cannoniere tedesco di tutti i tempi (a solo 6 gol dal leggendario Gerd Muller). «Klose al settimo cielo » , ha titolato il servizio online della Welt. «Klose è al top della forma e ne approfitta la Nazionale: potrebbe andare avanti così fino al Mondiale del 2014», si leggeva ieri sul sito dell'autorevole quotidiano berlinese.
SENZA BAVAGLIO -Con la stampa tedesca, Miro parla volentieri della sua nuova esperienza. E' spontaneo, disponibile, comunicativo. All'estero si ha l'impressione che Klose in Italia sia costretto da chissà quali ordini ' superiori' al mutismo più ermetico, e che sia felice delle sue rimpatriate con la Nazionale in Germania anche per togliersi un bavaglio insopportabile. Lo dimostra la franchezza della sua intervista pubblicata ieri dalla Bild con grande risalto. Con due messaggi fondamentali da parte di Miro. Primo: nella Lazio ha trovato l'ambiente ideale per la riscossa dopo le amarezze bavaresi sotto Van Gaal. Secondo: è un combattente e irivali non gli fanno paura.
L’ANALOGIA -Anzitutto, come mai questa sua rinascita dopo una stagione in cui aveva segnato soltanto un gol per i colori del Bayern? «Nella Lazio, sotto la conduzione dell'allenatore Reja, posso giocare come mi concede di fare il ct Loew. Come punta tornante mi cerco da solo la posizione piùopportuna, guardo come si sviluppa l'azione- ha spiegato Klose -Questa libertà e la copertura da parte dell'allenatore sono molto importanti per me. Con me non bisogna sempre ripetere molte volte come devo giocare. Sono da troppo tempo nell'ambiente per sentirmi fare certe raccomandazioni».
IL KILLER -Non può fare a meno di sorridere, Klose, quando gli intervistatori gli ricordano che in Italia lo hanno già soprannominato 'il killer'.«Se è per questo, ho anche letto che sono un mostro del gol. L'ho trovato divertente. Noi tutti ci troviamo veramente bene a Roma. Quando dico noi, intendo anche mia moglie e i bambini. Per me è un requisito fondamentale per un buon rendimento che la mia famiglia stia bene. E che io sia completamente a posto sul piano fisico». Per inciso, la botta al ginocchio, souvenir della Fiorentina, si sta riassorbendo. Ieri mattina, prima del volo a Istanbul, Klose ha sostenuto un leggero allenamento insieme con gli altri nazionali usciti malconci dal campionato (il capitano Lahm, Ozil, Mertesacker).
IL FUTURO -La concorrenza di Mario Gomez in Nazionale, non la sente come un pericolo, ma piuttosto è uno stimolo:« Mi dite che Mario ha ripreso a segnare parecchio ? Mi fa piacere per lui. So molto bene quanto siano importanti i gol per un attaccante. Però io non ho paura di nessuno. Il mio futuro in Nazionale? Dipende soltanto da me e dalle mie condizioni fisiche. E io sto benissimo ». L'idea di un suo ritiro dalla Nazionale, evocata dagli intervistatori, lo offende: « No, non penso affatto di ritirarmi. Non prenderò alcuna decisione prima di Euro 2012. Sono un impulsivo, sarà il mio istinto a decidere. Ma fino a quando mi divertirò e sarò fisicamente valido, voglio continuareagiocare».



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