CORSPORT (A. BARILLA') - Rhodolfo, Dedé, Fernandes, Juan: quattro difensori brasiliani nel mirino della Juve. Una coincidenza che quasi non t'aspetti, dopo il samba triste di Diego, Melo e Amauri ma Beppe Marotta e Fabio Paratici, che hanno ereditato e smantellato quel trio, l'hanno fatto per strategia e non per pregiudizio. A leggere i nomi stride Juan, che non è la promessa dell'Internacional di Porto Alegre ma l'affermato campione della Roma: l'idea di affidarsi alla sua esperienza, se dovesse rotolare ancora di più nelle gerarchie di Luis Enrique, afferrando così un affare al volo, è in effetti autonoma rispetto alla risvegliata attenzione verso un mercato florido non solo di fantasisti: di buoni difensori, il Brasile ne propone diversi, e la proverbiale tecnica brasiliana sembra tagliarli su misura per Antonio Conte che vuole abbinare sempre contenimento e impostazione, chiedendo di non buttare via i palloni e d'avviare l'azione sin dall'area.
La Juve setaccia settori giovanili e tornei minori, per investire su talentini grezzi scongiurando rialzi ed aste - Gabriel Appelt Pires, arruolato in estate, a gennaio, maggiorenne, sarà aggregato alla prima squadra -ma valuta anche i campioni affermati o rampanti del Campeonato brasileiro di serie A, confidando, tra l'altro, nella conoscenza specifica di Carlos Macias Vargas, già responsabile degli osservatori bianconeri per gli under 20 e adesso, dopo la riconversione di Mauro Sandreani in coordinatore degli allenatori delle giovanili, anche della prima squadra. Rhodolfo è il grande favorito, la rivelazione Dedè e l'emergente Fernandesrappresentano, con Juan, eccellenti alternative. In corso Galileo Ferraris seguono anche altre rotte sabato sono stati visionati l'inglese Gary Cahill e il tedesco Mats Hummels, il marocchino Benatia dell'Udinese ha confessato ieri d'essere a conoscenza dell'interesse bianconero (e del Milan) - ma i brasiliani sono un plotoncino. E forse una nuovafilosofia.



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