CORSPORT (A. RAMAZZOTTI) - Venti giorni dopo il suo esonero, Gian Piero Gasperini ha deciso di parlare e per esprimere l’amarezza che ha dentro dopo la fine dell’avventura all’Inter ha utilizzato la trasmissione di Rai 1, «5 minuti di recupero» andata in onda dopo il Tg1 di ieri sera.L’ex allenatore nerazzurro non è stato tenero con l’Inter, confermando che molte cose non gli sono piaciute durante la sua permanenza alla Pinetina. «Ogni esperienza negativa ti insegna molto più di una positiva - ha iniziato -, ma in questo momento guardare al passato non serve. E’ meglio pensare al futuro e provare a ripartire » . Prima però è necessario togliersi dalle scarpe qualche sassolino e lui ha iniziato a farlo proprio ieri.
« Di chi sono le responsabilità del mio esonero? Della società, mie o della squadra? Sulla squadra sono state dette tante cose, ma per onestà mi sento di escludere che i giocatori abbiano qualche responsabilità. Loro nei miei confronti hanno dimostrato grande disponibilità. Purtroppo siamo arrivati ad inizio stagione non pronti perché tanti calciatori lo scorso anno avevano avuto dei problemi fisici e ci sono stati dei supplementi di vacanza che hanno complicato il nostro lavoro. In questa vicenda siamo stati io e la società a fare una brutta figura » .
NESSUN SUPPORTO -Poi la parte più dura dell’attacco, frasi che fanno trasparire la rabbia di Gasperini per come è stata gestita la sua esperienza nerazzurra. Il concetto è stato introdotto da una domanda sulla difesa a tre, pomo della discordia per diverse settimane. E il tecnico piemontese ha aperto il fuoco:«Prima di venire all’Inter avevo allenato per tanti anni e l’aspetto tattico(intende il fatto che ha sempre usato la difesa a tre, ndr)nonpuò certo essere considerato una novità. Per me comunque non è stato un problema anche se a posteriori dico che non è mai stato condiviso dalla società e dal presidente. Nella prima partita(sconfitta per 4-3 a Palermo, ndr)e anche contro la Roma(0-0, ndr)non avevamo fatto così male, ma la critica è stata eccessiva e pesante nei miei confronti. Eppure in quel momento nessuno ha preso posizione a mio favore. Nei miei confronti c’era scetticismo e non convinzione».Poi una bacchettata per Moratti:« Con lui non ho avuto problemi. Ama la sua squadra e le sue esternazioni non hanno secondi fini, ma quando un allenatore sente dire dal suo presidente, e non da una persona qualsiasi, che bisogna giocare con la difesa a 4 se le cose non vanno bene o che Pazzini deve sempre andare in campo, qualche problema nasce».
MERCATO -Paradossalmente il mancato acquisto di Palacio non lo ha sconvolto più di tanto. A creare difficoltà al suo lavoro è stato un agosto... pazzo. « In estate la situazione non era definita e una società come l’Inter non può permettersi di fare una preparazione così, con metà giocatori che arrivano prima e altri che si aggregano dopo. Una squadra come l’Inter deve essere pronta fin dall’inizio. Io come Benitez? Non credo. Lui ha avuto problemi con lo spogliatoio, si è posto in un altro modo. Io invece con la squadra non ho avuto nessun tipo di difficoltà » .Finale per ribadire il suo concetto di calcio:«E’ un luogo comune che non si possano abbinare bel gioco e risultati. Le formazioni che giocano meglio, fanno i migliori risultati. In questo momento in Italia è la Nazionale la parte più bella del calcio, mentre i club stanno pagando nelle coppe europee la maggiore competitività degli altricampionati».



0 commenti:
Posta un commento