domenica 25 settembre 2011

Ranieri, buona la prima


GASPORT (L. CALAMAI) - Guardi le pagelle e capisci cos'è cambiato nell'Inter che festeggia la sua prima vittoria. Migliore in campo Giampaolo Pazzini. Panchinaro fisso con Gasperini, subito titolare con Ranieri. Il centravanti nerazzurro sblocca il risultato con una rasoiata di destro e partecipa con un delizioso colpo di tacco all'azione che propizia il rigore che decide la partita.
Il Paz meritava un'attenzione diversa e lo ha dimostrato. Un gol, un quasi assist, una presenza importante su tutto il fronte offensivo. Il presidente Moratti, in una delle sue interviste sotto l'ombrellone, era stato chiaro: «Pazzini quando gioca segna». Certi consigli, a volte, sono ordini. Gasp non lo aveva capito. Secondo migliore in campo Julio Cesar. Il fuoriclasse brasiliano tiene in piedi l'Inter, in un faticoso avvio di secondo tempo dei nerazzurri, con interventi da campione su Di Vaio (colpo di testa) e Ramirez (calcio di punizione). E, per poco, non riesce a neutralizzare anche il fiscale rigore concesso per una spinta di Samuel a Portanova e trasformato da Diamanti. I giocatori importanti dell'Inter tornano a fare la differenza. Con Gasp non sempre succedeva.
Il vero Forlan - C'è un terzo aspetto che emerge dalle pagelle e che va sottolineato: la buona prova di Forlan. Anche in questo caso è tutto merito di Ranieri. Il nuovo allenatore dell'Inter ridisegna il modulo tattico con il chiaro intento di valorizzare il campione uruguaiano. Il buon Claudio deve aver studiato a fondo la Celeste del Maestro Tabarez. Dove Forlan è il leader, il motore. Insomma, è di tutto, di più. L'Inter cancella il 3-4-3 di Gasp e anche l'annunciato rombo e passa a un inedito 4-4-1-1. Forlan si riprende la zona del campo che più ama, quella da trequartista-seconda punta dietro il centravanti. Nell'Uruguay è Suarez, stavolta è Pazzini, attaccanti diversi ma non diversissimi. Riportato nel cuore della manovra e non più esiliato sulla fascia sinistra, Forlan finalmente lascia il segno. L'azione simbolo è quella che porta al gol di Pazzini. Un gran numero a metà campo seguito da una verticalizzazione micidiale per Cambiasso dalla quale scaturisce la rete del Paz. Questo è Forlan. Un giocatore che deve seguire il suo istinto e deve arrivare al tiro partendo da lontano. Nel primo tempo centra anche un palo con un siluro dalla distanza. Il problema potrebbe nascere con il ritorno di Sneijder. Forlan e l'olandese hanno caratteristiche diverse, ma un ruolo quasi simile. Ranieri dovrà inventarsi qualcosa.
Le carezze del Bologna - L'Inter riparte. Il 3-1 di Bologna è un bel toccasana per il morale e per la classifica. Ma guai a pensare che i problemi siano alle spalle. La squadra nerazzurra dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo va letteralmente in tilt in avvio di ripresa. Dove è raggiunta dal rigore di Diamanti e dove rischia più volte di affondare. Perché questo improvviso blackout? Una parte di merito va sicuramente al Bologna che ha qualità vera da metà campo in avanti grazie a Diamanti e a Ramirez. Gente che sa «accarezzare» il pallone. La squadra di Bisoli perde la partita quando prova a vincerla. Con questa mentalità e, magari, con il vero Di Vaio (non segna da 10 gare) il Bologna può disputare un campionato tranquillo. L'Inter, invece, deve riflettere su questo secondo tempo. Prima disastroso, poi travolgente. I gol di un Milito appena entrato e di Lucio (colpo di testa su cross di Muntari) permetteranno a Ranieri di lavorare con un pizzico di serenità in più. Perché c'è molto da lavorare. Il nuovo allenatore, oltre allo schema pro-Forlan, ieri ha provato altre cose. É andato così così il giovane Coutinho inventato esterno destro e non ha entusiasmato l'altro giovane Obi, piazzato sulla corsia di sinistra. Alla fine, le sensazioni migliori le regalano i vecchi, in particolare Cambiasso che, oltre a colpire una traversa, è entrato da protagonista nelle azioni delle prime 2 reti. Ma l'Inter per continuare a crescere ha bisogno di più qualità nella partenza del gioco (Zanetti e Cambiasso garantiscono solo quantità) e, soprattutto, della classe e della potenza di Maicon (vicino al rientro) sulla corsia di destra. Come dire, niente di nuovo all'orizzonte. Del resto, Moratti ha scelto un allenatore «normale» per rimettere in piedi questa confusa Inter di inizio stagione.

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