GASPORT (S. VERNAZZA) - Bello stadio, tanta Juve. Difficile immaginare miglior battesimo della nuova casa bianconera in partita ufficiale. Unica contro-indicazione l'inconsistenza - meglio: l'inesistenza - dell'avversario. Parma non pervenuto, ma che colpa ha laJuventus? Nessuna. Anzi, il «nullismo» altrui è stato in buona parte provocato dalla squadra di Antonio Conte, ragion per cui fanno bene i tifosi a godersi il 4-1 e a ragionare di scudetto, obiettivo a cui la Juve è «obbligata» per storia e consuetudine.Pirlo-centrici - La Juve di Conte, come la Nazionale di Prandelli, è Pirlo-centrica. I due meravigliosi assist, per l'1-0 di Lichtsteiner e per il 4-0 di Marchisio, rappresentano la punta dell'iceberg, l'evidenza pura. Quel che si nota meno sono i flussi di gioco, gli innumerevoli palloni che Pirlo distribuisce a destra e a manca. Quantità industriale e qualità artigianale. La palla pirlesca è sempre intelligente. A volte sembra banale, ma è un'illusione. La palla pirlesca va sempre nel posto giusto e al compagno meglio piazzato. Qui sta la principale colpa del Parma: aver accettato l'uno contro uno con Pirlo. Un minimo di pressing alto da parte di Pellé; la marcatura blanda, a zona larga, di Morrone. Mai un raddoppio ben portato, eppure uno come Pirlo andrebbe curato con i «triplocchi». Libero Pirlo di pensare, il resto è venuto di conseguenza. Più in generale bisognerebbe aprire un dibattito: possibile che il Milan abbia lasciato andare via a zero euro un maestro come Andrea? Per chi, poi? Per prendere Nocerino a un milione? Bravo Marotta a infilarsi tra le pieghe del busillis .
Ad ali alternate - Per quello che si è visto col Parma, il 4-2-4 di Conte tende a mantenere la destra. Bene, benissimo la catena Lichtsteiner-Pepe. Male De Ceglie-Giaccherini dall'altra parte. Nulla di irrimediabile, ci sarà tempo per riequilibrare le ali. A Conte non mancano le alternative né si può crocifiggere un Giaccherini in deficit emozionale (lo stress del debutto gli ha segato le gambe). Uno dei dati più interessanti è il seguente: nessuno dei 4 gol è arrivato da palla inattiva, tutti e 4 sono nati dal gioco, e in due casi dalla riconquista del pallone.Pirlo ha ispirato il primo e l'ultimo (Lichtsteiner e Marchisio). Del Piero ha mandato in porta Pepe per il 2-0, e a recuperare palla era stato Vucinic. Emblematico il 3-0: Vidal ha chiuso con tiro spettacolare un'azione che lui stesso aveva avviato soffiando il pallone agli avversari. Dettagli importanti, che ci dicono come la Juve abbia già fondamenta di squadra.
C'è vita oltre il 4-2-4 - Il 4-2-4 non è un totem inviolabile. Lo ha fatto sapere lo stesso Conte nella ripresa quando ha via via inserito Vucinic, Vidal e Krasic e ha disegnato una specie di 4-1-4-1 o 4-3-3. Pirlo davanti alla difesa; Krasic, Marchisio, Vidal e Giaccherini come linea intermedia, tra centrocampo e attacco; Vucinic punta pura. Modulo reversibile in 4-3-3 con l'innalzamento degli esterni. Rimesso in mezzo, Vidal ha fatto scintille: combattivo nell'andare a caccia di palloni, letale sotto porta. Vidal non è un esterno. Deve stare nel vivo, alla maniera di Boateng.
Parma fantasma - L'impressione è che Colomba abbia sbagliato tutto: formazione, modulo, correttivi. Della libertà concessa a Pirlo si è detto. L'altro aspetto da sottolineare riguarda l'assetto. Perché presentarsi con una griglia a specchio? Il 4-4-1-1 non può essere l'antidoto al 4-2-4. La Juve andava soffocata in mezzo, a costo di rischiare qualcosa sui fianchi. E la scelta di Pellé: che cosa ne te ne fai di un centro-boa a Torino contro la Juve? Non sarebbe stato meglio puntare dall'inizio su Biabiany, provare a ripartire in velocità? Il golletto del grande ex, Giovinco su rigore, non funge neppure da zuccherino. E' una nota a margine del nulla.



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