CORSPORT (A. BARILLA') - Prigioniera di Amauri Carvalho de Oliveira. La Juve è furiosa con il centravanti italo- brasiliano, estraneo ai piani tecnici ma ostinato nel rifiutare ogni destinazione, persino quelle che avrebbero garantito guadagni intatti e ambizioni migliori.L'amministratore delegato Beppe Marotta solleva il caso nel dibattito sull'accordo collettivo, additandolo come«esempio del rischio che le società corrono di rimanere ingabbiate».
A far esplodere i dirigenti bianconeri, dopo una sequenza infinita di rifiuti ( «Al Palermo ha detto no a prescindere » la confidenza di Maurizio Zamparini), il naufragio della possibilità Olympique Marsiglia nonostante la seduzione della Champions, i sacrifici francesi e gli incentivi bianconeri: « Amauri - rivela Marotta -ha un contratto netto di 3,8 milioni di euro: gli erano stati garantiti 3,2 milioni lordi da parte nostra come incentivo all'esodo e i restanti 2,5 netti dal Marsiglia che gli dava un contratto di altri due anni: in totale tre anni di ingaggio. Davanti a una situazione del genere bisogna fare una riflessione, sennò le società rischiano di rimanere ingabbiate».
REPLICA -Secca la replica dell'agente Giampiero Pocetta:«Trovo poco elegante strumentalizzare la situazione- dice a Sky -e credo che il calciatore abbia tutto il diritto di scegliere. Vorrei ricordare che a gennaio scorso Amauri è andato via in punta di piedi, ha segnato 7 gol a Parma e non ha fatto una polemica, è stato fischiato al primo giorno di ritiro e nessuno, in società, ha speso una parola. La Juventus non è stata obbligata a firmare il contratto e Amauri ha diritto di fare le sue valutazioni. Decidendo di rimanere non ha fatto una questione di soldi: ritiene di essere nel club più importante ed è convinto dellesue possibilità » .Difficilmente, a questo punto, riuscirà comunque a dimostrarle, perché tanta rigidità ha indispettito la Juventus che, tra ingaggio e ammortamento, avrebbe risparmiato un bel po' di milioni: Amauri è estraneo ai piani tecnici e come tale sarà considerato, naturalmente nel pieno rispetto dei diritti e delle normative.
ANALISI -A margine della riunione di Lega, Marotta torna anche sul mercato bianconero, soffermandosi in particolare sul centrale difensivo sfumato che rischia di oscurare un ottimo lavoro:«Abbiamo una rosa che risponde alle esigenze della nostra stagione. Abbiamo sicuramente tentato di migliorare la difesa, ma il rafforzamento significava vendere i giocatori più bravi: non c'erano profili e disponibilità di questo livello». C'è chi rinfaccia il tourbillon d'acquisti, l'ennesima rivoluzione della squadra, ma l'ad scaccia le perplessità e indica il modello Napoli:« Ha fatto dodici innesti benché sia giunto terzo. Sono rose che vanno integrate. La Juve ha certamente investito e gettato le basi per aprire un ciclo: c'è un allenatore nuovo e abbiamo cercato di venire incontro alle sue esigenze. Il gap con il Milan? Stiamo rincorrendolo e di sicuro non è facile, ma credo molto nel lavoro della società e di Conte, allenatore emergente che sta dando mentalità vincente al gruppo. E' un buon viaticoperfuturo».
ORGOGLIO -Un moto d'orgoglio, infine, quando sbuca la classica domanda del day after del calciomercato: quale è stato il colpo migliore?«Mi pare che i media abbiano indicato Pirlo -sorride Marotta -top player arrivato alla Juve a parametro zero. Forlan all'Inter? Degli altri non voglio esprimermi, il campo è il solo giudice importante».



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