CORSPORT (A. RAMAZZOTTI) - Verrà un momento in cui (forse) si stancherà di battere record. Per il momento no. Javier Zanettine inanella uno dietro l’altro, quasi non sentisse il peso di quei 38 anni che la sua carta d’identità rivela impietosa, ma che lui riesce a mascherare sul campo. A dire la verità in questo inizio di stagione con Gasperini ha sofferto anche lui, ma con Ranieri ha mostrato segnali di crescita.« Avete visto chi ha conquistato la punizione del 3-1 a Bologna?» ha chiesto il tecnico ai giornalisti sabato pomeriggio. Zanetti, of course. O se preferite, « il mio capitano » come ha spiegato il tecnico di Testaccio, ieri nella sua prima conferenza stampa da tecnico dell’Inter in Champions. Ranieri avrebbe potuto portare un qualsiasi altro giocatore: la Uefa consente di scegliere liberamente (non c’è l’obbligo di far parlare il capitano) e all’Inter la rotazione era diventata quasi un’abitudine con Mourinho, ma anche con Benitez e Leonardo. E invece ha voluto con sé Zanetti, che stasera entrerà nell’Olimpo dei 5 giocatori che nella storia delle coppe europee hanno collezionato più presenze.
ALTRO RECORD -Martedì a Novara l’argentino ha superato Beppe Bergomi, ma non ha potuto festeggiare le sue 757 presenze nerazzurre (diventate sabato 758) complice la sconfitta e l’automatico esonero di Gasperini. Zanetti è da tempo primatista assoluto nelle coppe europee per il club di corso Vittorio Emanuele (142 gare giocate contro le 117 di Bergomi), ma oggi nella graduatoria delle presenze nelle competizioni dell’Uefa si lascerà alle spalle Luis Figo e Oliver Kahn, due che hanno scritto pagine storiche del calcio del Vecchio Continente. Con il Pallone d’Oro portoghese il passaggio di consegne avverrà addirittura sul campo visto che l’ex Barcellona e Real Madrid sarà a Mosca in qualità di ministro degli esteri nerazzurro. Il capitano aggancerà a quota 143 Edwin Van der Sar e, se non giocherà nella sfida di stasera all’Old Trafford contro il Basilea, anche il gallese Ryan Giggs. Nella trasferta di Lilla a metà ottobre, invece, sarà la volta di Roberto Carlos che attualmente occupa la quarta posizione alle spalle di Raul (152), Seedorf (156) e Maldini (174).
QUOTA 100 E FESTA -Delle 143 presenze che Zanetti toccherà stasera, 43 le ha collezionate in Coppa Uefa più una nella finale di Supercoppa europea del 2010 persa con l’Atletico Madrid. A Mosca, dunque, l’argentino tra Champions League e preliminari salirà a quota 99 presenze, per poi fare 100 in Francia. Prima di allora però ritirerà il premio della società per aver superato Bergomi (cerimonia prevista prima di Inter-Napoli di sabato) e soprattutto (giovedì) brinderà al suo primato nerazzurro con il presidente Moratti e i membri del consiglio d’amministrazione in un’esclusiva e suggestivalocationdel centro storico, dove nel 1995 fu presentato alla stampa.
IMPRESSIONI -Prima però Zanetti vuole vincere a Mosca, una città che gli porta alla mente «la vittoria in Coppa Uefa contro lo Spartak con un gol di Ronaldo nel gelo o quella di 2 anni fa con rete di Sneijder». L’argentino sente che il vento è cambiato, «ma non dite che per Gasperini non davamo il massimo perché non è vero. Non siamo riusciti a portare avanti le sue idee calcistiche pur dando tutto». Adesso, però, c’è Ranieri, il “nemico” ai tempi della Roma: «Da avversario ho sempre avuto un grande rispetto per lui. Con le sue squadre sono sempre state partite difficili e adesso speriamo di vincere insieme. Il record di presenze di Novara? Me ne renderò conto quando smetterò di giocare perché adesso non ho ancora capito bene quello che ho fatto. Ora pensiamo al Cska che è in forma e vorrà vincere a tutti i costi. Dovremo essere pronti».



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