CORSPORT (F. UFFICIALE) - Pep Guardiola dice che il suo Barcellona non è invincibile. Sta di fatto, però, che per adesso nessuna formazione riesce a stare dietro ad una macchina perfetta che ha trovato in Lionel Messi l’uomo che segna e che fa segnare. Finché ha potuto il Porto ha cercato di esprimersi alla pari con i detentori della Coppa Campioni ma poi si è dovuto arrendere, stritolato dal gioco dei catalani. Una serata da record quella del Louis II per il Barça, da ieri la squadra che ha vinto più trofei in Europa (15), e per Guardiola che ha superato Cryuff, diventando con 12 trionfi il tecnico più vincente della storia del club blaugrana. Eppure...
SFRONTATI -Altro che timore reverenziale. Il Porto partiva subito forte, cercando di far valere la sua forza fisica, rispetto all’agilità dei catalani. E nei primi minutisi rendeva pericoloso con le conclusioni di Hulk (5') e Joao Moutinho (7'), il cui diagonale obbligava Victor Valdes alla deviazione in angolo. La risposta del Barça non si faceva attendere e Pedro, solo davanti ad Helton, alzava al volo oltre la traversa. Adriano era messo spesso in difficoltà da Hulk che al 12' sfiorava il palo della porta catalana. E Messi? Guardato a vista dal connazionle Otamendi, il calciatore più forte del mondo stentava a entrare nel «tiki-taka» blaugrana.
Senza i due centrali titolari Piqué e Puyol, sostituiti da Mascherano ed Abidal, la difesa del Barcellona correva qualche rischio di troppo. Poi ci pensava Victor Valdes con un’uscita completamente sballata a procurare qualche ulteriore brivido ai sostenitori blaugrana. Mascherano, però, liberava con sicurezza. La squadra di Guardiola continuava a lavorare ai fianchi gli avversari - alla fine del primo tempo 67% il possesso palla a favore del Barça - i quali alla distanza perdevano di lucidità. E per logica, al 39' arrivava l’errore di Guarin che nell’appoggiare un pallone all’indietro per Sapunaru,serviva Messi che scartava Helton in uscita disperata e depositava la sfera in rete.
COME IL PRIMO TEMPO -L’avvio della ripresa era un «copia e incolla » dell’inizio di gara con il Porto che all’8' si rendeva pericoloso con un tiro dal limite di Joao Moutinho deviato in angolo dai difensori catalani. E 120' dopo Guarin provava a riscattarsi impegnando Dely Valdes in una parata complicata. Dall’altra parte Helton bloccava un rasoterra di Villa. La compagine di Vitor Pereira esprimeva il massimo dello sforzo per pareggiare; così facendo, però, dava la possibilità al Barcellona di rendersi pericoloso in contropiede con Pedro. Guardiola dava spazio a Sanchez e a Busquets. Nel finale, con il Porto prima in dieci per l’espulsione di Rolando - causata da un altro numero in dribbling di Messi - e alla conclusione in nove (rosso per Guarin), entrava Fabregas e il «figliol prodigo» consegnava la Supercoppa al Barcellona, realizzando il secondo gol su uno stupendo assist di Messi, piccola-grande «Pulce» decisiva.



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