Visualizzazione post con etichetta de laurentiis. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta de laurentiis. Mostra tutti i post
venerdì 7 ottobre 2011
Mai un Lavezzi così. E Napoli se lo gode
Etichette:
de laurentiis,
lavezzi,
napoli,
rassegna
giovedì 6 ottobre 2011
Due anni da show: Mazzarri e il Napoli, una coppia inseparabile
Etichette:
de laurentiis,
MAZZARRI,
napoli,
rassegna
lunedì 3 ottobre 2011
De Laurentiis «Ecco il piano»
sabato 1 ottobre 2011
Cavani scalpita il Napoli lo blocca
Etichette:
cavani,
de laurentiis,
MAZZARRI,
napoli,
rassegna
venerdì 30 settembre 2011
De Laurentiis «Inter, con te in finale Champions»
giovedì 29 settembre 2011
De Laurentiis: «Voglio un posto tra i big d'Europa»
Etichette:
cavani,
champions league,
de laurentiis,
napoli,
rassegna
mercoledì 21 settembre 2011
Napoli, che turn over: gioca il “tridente 2”
Etichette:
cavani,
de laurentiis,
MAZZARRI,
napoli,
rassegna
martedì 20 settembre 2011
Cavani in 3D, col Napoli fra i grandi d'Europa
lunedì 19 settembre 2011
De Laurentiis «Il miracolo San Gennaro l'ha fatto già»
sabato 17 settembre 2011
«Il Napoli non scambia scudetto con Europa»
Etichette:
de laurentiis,
galliani,
napoli,
rassegna
venerdì 9 settembre 2011
E De Laurentiis fissa gli obiettivi
Etichette:
champions league,
de laurentiis,
milan,
napoli,
rassegna
giovedì 8 settembre 2011
Napoli, Inler ora è senza maschera
mercoledì 31 agosto 2011
Napoli, è il giorno di Fideleff
Etichette:
de laurentiis,
FIDELEFF,
napoli,
rassegna
martedì 30 agosto 2011
Muro Napoli: arriva Fideleff
Etichette:
de laurentiis,
FIDELEFF,
napoli,
rassegna
lunedì 29 agosto 2011
Napoli boom, per la difesa arriva Juan
giovedì 25 agosto 2011
De Laurentiis: Il mio Lavezzi era troppo caro per l’Inter
CORSPORT (M. MARCHETTI) - E’ il solito fiume in piena il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis all’uscita dell’assemblea di Lega. Il primo pensiero non poteva che essere per il “pocho”. « In concreto l’Inter non mi ha mai chiesto Lavezzi.
mercoledì 24 agosto 2011
De Laurentiis: "Il Barcellona del futuro si chiama Napoli"
FULL IMMERSION -Il calcio osservato dal buco della serratura è un concentrato di luoghi comuni, di interpretazioni vaghe o (persino) di leggende metropolitane: ma l’Università del football, vivisezionata nelle viscere, è la cartina di tornasole che Aurelio De Laurentiis scruta al termine di una giornata di full immersion tra la Ciutat Esportiva - e dunque la Cantera - e il Museo, tra il Camp Nou e i segreti mai confessati di un club con il quale è esplosa simpatia ed è emersa l’empatia:« Un esempio, ci mancherebbe: però crede che anche Napoli abbia le potenzialità per diventare una potenza. Nel nostro piccolo, in sette anni, qualcosa abbiamo fatto. Ma io in testa ho talmente tante idee. Io so di avere tifosi impagabili, e a loro dico di nonfarsi condizionare dal 5- 0 del Gamper».
NOI COME IL REAL- Il tour nel mito comprende la radiografia completa d’un processo imprenditoriale- culturale che merita approfondimento e il De Laurentiis curiosone che ha scelto di capire e se ne è andato con il dg Fassone - ma pure con l’architetto, Gundi Widmann - a fare una gita in Barça, nella sua agenda personale infila post it che comprendono input sulla cantera strappati a Guillermo Amor e strategie societarie confessate da Andoni Zubizarreta, prima di intrufolarsi tra le fontanelle del bilancio, conversando con il reponsabile del marketing, Laurent Colette:« I numeri sono giganteschi, però quest’anno il Barcellona sarà costretto a chiudere con un lieve passivo; noi, e credo sia un merito, riusciamo a definire il bilancio in attivo. Ciò non significa che siamo più bravi, ci mancherebbe: ma che siamo attenti al nostro processo di crescita. I risultati vanno letti a tutto campo, anche e soprattutto dal punto di vista finanziario: perché i conti garantiscono il futuro della società. La sconfitta di lunedì non mi allarma, anzi ai ragazzi ho detto di stare tranquilli e di far coraggio a Britos: pure il Real Madrid ne prese cinque, in gara vera. E allora, filosoficamente, possiamo già sentirci al livello deiblancos....».
IL «CAMPUS»- L’erba dei vicini è sempre più verde, maquella della Ciutat Esportiva è un inno alla speranza, un giardino in cui lasciar germogliare i talenti allo stato puro, prima di lanciarli incontro alla gloria. Le dieci e trenta del mattino, intorno c’è la freschezza della cantera, ragazzi che sprizzano felicità perché hanno appena firmato un contratto per sognare, e le immagini di quel 5-0 sul Napoli che scivolano sui televisori al plasma e spingono a riderci un po’ («m’accogliete così...?») sono ormai il passato:«Guardo avanti, consapevole della consistenza della squadra e di Mazzarri. Ho fiducia in lui, nel suo metodo, nelle sue scelte. Sul mercato non torneremo, perché in organico abbiamo Victor Ruiz, che ci avrebbero pagatopiù di quanto c’è costato. E ciò dimostra una volta di più la bontà dei nostri investimenti. Sui giovani ci abbiamo sempre creduto, è stata la nostra filosofia, e lo dimostra l’organico: continueremo su questo solco, scrutando orizzonti sempre più ampi».
STADIO & MUSEO- L’altra faccia della luna è marketing ridondante con lo store, uno stadio comodo ancorché anzianotto (54 anni, portati però benino), un museo carico di suggestioni che esibisce coppe, medaglie e sforna immagini da pelle d’oca:« La tentazione di fare altrettanto a Napoli è forte, perché la storia di Maradona su tutti, poi quella di Sivori, quella di Zoff, quella di Careca, quella di Krol, è liche parla. Sarebbe bello innovare, avvicinando, che so, un eventuale museo del Napoli alle accattivanti creazioni degli Universal Studios di Los Angeles, con scene dei campioni che hanno vestito la nostra maglia ad abbracciare, a travolgere i visitatori, un po’ come accade negli Usa. Noi non ci fermiamo e la mia presenza qui ne è testimonianza. Ora mi rimetto in viaggio, vado al sorteggio Champions a Montecarlo, dove spero che l’urna mi regali il Bayern Monaco o una inglese. Frequentando le grandi, si matura più in fretta. E io voglio fare del Napoli, ma con il giudizio che serve, un nuovo Barcellona. Noi, come loro, abbiamo la forza dell’amore della gente».Muy bien!
Etichette:
barcellona,
de laurentiis,
lavezzi,
napoli,
rassegna
lunedì 22 agosto 2011
Napoli febbre a 90°, De Laurentiis carica l'ambiente: "Ce la giochiamo con tutti"
DIVENTA FAN DI CALCIOPAZZO - Lo scudetto? Vogliamo giocarcela con tutti, anche se il nostro credo è volto alla crescita del gruppo, che è la nostra vera forza». Lo ha detto il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis a poche ore dalla sfida del Camp Nou e come riporta il sito www.napolimagazine. com.
«Mourinho? È divertentissimo quando si arrabbia - ha detto il patron partenopeo. Amo Guardiola per la sua serenità». Per quanto riguarda il sorteggio Champions il massimo dirigente azzurro ha spiegato che 'è un onore giocarla. Il problema è che siamo in quarta fascia, per questo probabilmente prenderemo tre squadre molto forti. Devo dire però che sarà un piacere giocare contro i più forti, perchè capiremo subito dove ci troviamo, quali sono i problemi e come porvi rimedio. Così che si crescè. «Lo sciopero spagnolo? Non capisco dove si vuole arrivare - ha detto De Laurentiis -. In Spagna scioperano perchè non ce la fanno più a sostenere le spese. Il discorso torna sempre su Infront: 4 anni fa, contro il Panionios, abbiamo introdotto il sistema della pay per view per le amichevoli. Guadagnammo un milione di euro contro i 5 mila che ci offrivano le diverse televisioni, tra le quali quella di Berlusconi. Ci sono troppe contraddizioni, giochiamo sempre e non ci fermiamo mai a parlare tra di noi per assumerci le rispettive responsabilità. Da due anni chiedo a Platini di eliminare le competizioni esistenti e puntare su una sola grande competizione europea, alla quale dovrebbero partecipare solo le prime classificate dei campionati nazionali. Guadagneremo dieci volte di più di quello che guadagniamo ora. Mi domando cosa si aspetta... Bisogna capire i soldi da dove arrivano. Le regole devono valere per tutti, non può arrivare un tizio qualsiasi, ricco, dall'Azerbaigian e dettare legge».
(ansa)
«Mourinho? È divertentissimo quando si arrabbia - ha detto il patron partenopeo. Amo Guardiola per la sua serenità». Per quanto riguarda il sorteggio Champions il massimo dirigente azzurro ha spiegato che 'è un onore giocarla. Il problema è che siamo in quarta fascia, per questo probabilmente prenderemo tre squadre molto forti. Devo dire però che sarà un piacere giocare contro i più forti, perchè capiremo subito dove ci troviamo, quali sono i problemi e come porvi rimedio. Così che si crescè. «Lo sciopero spagnolo? Non capisco dove si vuole arrivare - ha detto De Laurentiis -. In Spagna scioperano perchè non ce la fanno più a sostenere le spese. Il discorso torna sempre su Infront: 4 anni fa, contro il Panionios, abbiamo introdotto il sistema della pay per view per le amichevoli. Guadagnammo un milione di euro contro i 5 mila che ci offrivano le diverse televisioni, tra le quali quella di Berlusconi. Ci sono troppe contraddizioni, giochiamo sempre e non ci fermiamo mai a parlare tra di noi per assumerci le rispettive responsabilità. Da due anni chiedo a Platini di eliminare le competizioni esistenti e puntare su una sola grande competizione europea, alla quale dovrebbero partecipare solo le prime classificate dei campionati nazionali. Guadagneremo dieci volte di più di quello che guadagniamo ora. Mi domando cosa si aspetta... Bisogna capire i soldi da dove arrivano. Le regole devono valere per tutti, non può arrivare un tizio qualsiasi, ricco, dall'Azerbaigian e dettare legge».
(ansa)
Etichette:
barcellona,
de laurentiis,
napoli,
SCUDETTO,
serie a
domenica 21 agosto 2011
Lavezzi: "Napoli, lotteremo per lo scudetto"
CORSPORT (R. CESARANO) - DIVENTA FAN DI CALCIOPAZZO - Lavezzi tiene ancora tutti con il fiato sospeso per via di quella clausola rescissoria: se qualcuno entro il 31 agosto si presenta con un’offerta di trentadue milioni di euro e la proposta è di gradimento del calciatore, sotto tutti i profili, l’argentino potrebbe anche lasciare il Napoli. Ma per ora nessuno si è spinto a tanto. Solo «pour parler». Ed il Pocho pensa solo a presentarsi ai nastri di partenza nelle migliori condizioni possibili, indossando comunque la maglia azzurra. Si mostra sereno. Ha legato ulteriormente con Mazzarri dopo aver ricevuto il permesso tecnico di un supplemento di riposo. E’ riflessivo nelle risposte, maturo al punto giusto, cosciente della stagione che l’aspetta. Per il Pocho, la lotta scudetto resta aperta a quattro-cinque squadre. Ed il Napoli, tra queste. I gol? Proverà a farne qualcuno in più, lo promette. Intanto Lavezzi si appresta al faccia a faccia con l’amico e concittadino Messi al Camp Nou domani sera. Hanno parlato spesso di Napoli città durante i ritiri con la nazionale argentina. Si conoscono dal mondiale U.20. Domani sarà una bella ribalta anche per lui, particolarmente sensibile a certi palcoscenici.
Lavezzi, domani sera il Napoli sarà l’ospite d’onore al trofeo Gamper, che occasione sarà?
«Ci servirà per capire a che punto della preparazione siamo arrivati, per vedere come siamo messi atleticamente, nulla di più. Un’amichevole importante sotto quel profilo perché vorremmo arrivare bene alla prima di campionato. Di sicuro nessuno di noi vuole fare figuracce».
Non può negare che si tratta di una gara speciale...
«E lo è. Sarà sicuramente una bella esperienza, ma con il Barcellona mi piacerebbe giocare in Champions, non in amichevole».
E potrebbe anche capitare visto che il Napoli dovrà incrociare una big nel girone, non crede?
«Certo, sarebbe bellissimo ritrovarli per una sfida che vale i tre punti. Ad ogni modo è motivo di prestigio per il Napoli sfidare un grande club, forse il più grande al mondo, vuol dire che siamo cresciuti ».
E siete diventati anche voi una grande.
«No, un momento. Noi ancora non lo siamo. Per esserlo bisogna aver vinto dei titoli e noi non abbiamo ancora vinto niente. Tra qualche anno è possibile».
E’ la prima volta che sfida Messi da avversario?
«Sì, da avversario sì ma ci conosciamo da piccoli. Siamo della stessa città (Villa Gobernador è nel circondario di Rosario, ndi). Ci conoscemmo nel mondiale U.20 vinto dall’Argentina. E da lì è nato un rapporto di amicizia sincero, un bel rapporto che poi è proseguito in nazionale».
Avete mai parlato del Napoli?
«Del Napoli, no ma della città di Napoli diverse volte. Lionel vorrebbe visitarla un giorno. E’ intrigato ».
Verrebbe anche a giocarvi?
«Non credo. Credo che voglia chiudere la carriera lì dove l’ha iniziata: nel Barcellona. E poi: non lo vedrei in un’altra squadra».
Chi è più forte, lui o Maradona?
«Impossibile fare un raffronto. Sono diversi. Anche per personalità. Di sicuro Leo è quello che gli si avvicina di più. Il calcio di adesso è diverso da quello di prima, difficile fare paragoni. Maradona però ha fatto cose uniche con squadre che erano inferiori al Barcellona di oggi. Diego è stato unico e lo sarà sempre, Messi è un altro giocatore. Sono epoche diverse e giocatori diversi. Due fenomeni in epoche diverse ».
Messi può ancora crescere secondo lei?
«Nel calcio come nella vita si può sempre migliorare. E Messi è ancora così giovane, nonché il numero uno al mondo. Come lo è stato Maradona alla sua epoca».
Avete assorbito la mancata vittoria della Coppa America?
«E’ difficile dimenticare. E’ stata una frustrazione ma ci servirà di lezione per il futuro. Tutto serve per non sbagliare più».
Perchè i tifosi del Napoli l’amano tanto? Durante l’amichevole dell’altro giorno tanti cori solo per lei...
«Perché cerco di fare le cose che so fare e forse perché sono rimasto sempre me stesso. Essendo anche io argentino, qualcuno farà anche degli accostamenti con Diego che ha giocato qui, chissà. Ma io sono contento dell’affetto dei tifosi e sono a loro grato di questo. Spero di ripagarli sul campo un giorno tutto questo affetto. Magari quando vado in Nazionale questo non accade».
Come vede il prossimo campionato?
«Molto bello e combattuto. Ci sono tante squadre che si sono rinforzate. Noi abbiamo la fortuna di avere un gruppo consolidato, questo è molto importante. Dobbiamo partire con il piede giusto, potrebbe essere la chiave di volta per la stagione. Tecnicamente siamo cresciuti, sono arrivati giocatori forti che adesso si stanno inserendo in gruppo. Questo è un fatto positivo: facilitare l’ambientamento dei nuovi è fondamentale».
Non ha detto chi potrebbero essere le favorite, però..
«Secondo me, quattro o cinque squadre ed una di queste è sicuramente il Napoli. La Lazio può essere la sorpresa, poi ci sono le milanesi, la Juve che pure si è rinforzata molto e la Roma che lotterà fino alla fine. Se dovesse capitare di trovarci nelle stesse posizioni dello scorso anno, stavolta saremo più maturi e potremo fare ancora meglio» Cosa replica a chi dice che lei segna pochi gol?
«Che proverò a farne di più. E’ una questione di fiducia. Ma pi riprometto di fare qualche gol in più nel prossimo campionato e di tirare più in porta» Conosce Chavez, neo acquisto del Napoli?
«Ci ho giocato insieme. Dico solo che è un bravo ragazzo. Poi sarà lui a dimostrare di essere anche un bravo calciatore».
Come va con la sua fondazione per i bambini poveri, l’Ansur?
«Tra un mese apriremo un numero di conto corrente anche in Italia. Non dimentico le mie origini e se posso fare qualcosa per aiutare chi ne ha più bisogno lo faccio ben volentieri ».
Lavezzi, domani sera il Napoli sarà l’ospite d’onore al trofeo Gamper, che occasione sarà?
«Ci servirà per capire a che punto della preparazione siamo arrivati, per vedere come siamo messi atleticamente, nulla di più. Un’amichevole importante sotto quel profilo perché vorremmo arrivare bene alla prima di campionato. Di sicuro nessuno di noi vuole fare figuracce».
Non può negare che si tratta di una gara speciale...
«E lo è. Sarà sicuramente una bella esperienza, ma con il Barcellona mi piacerebbe giocare in Champions, non in amichevole».
E potrebbe anche capitare visto che il Napoli dovrà incrociare una big nel girone, non crede?
«Certo, sarebbe bellissimo ritrovarli per una sfida che vale i tre punti. Ad ogni modo è motivo di prestigio per il Napoli sfidare un grande club, forse il più grande al mondo, vuol dire che siamo cresciuti ».
E siete diventati anche voi una grande.
«No, un momento. Noi ancora non lo siamo. Per esserlo bisogna aver vinto dei titoli e noi non abbiamo ancora vinto niente. Tra qualche anno è possibile».
E’ la prima volta che sfida Messi da avversario?
«Sì, da avversario sì ma ci conosciamo da piccoli. Siamo della stessa città (Villa Gobernador è nel circondario di Rosario, ndi). Ci conoscemmo nel mondiale U.20 vinto dall’Argentina. E da lì è nato un rapporto di amicizia sincero, un bel rapporto che poi è proseguito in nazionale».
Avete mai parlato del Napoli?
«Del Napoli, no ma della città di Napoli diverse volte. Lionel vorrebbe visitarla un giorno. E’ intrigato ».
Verrebbe anche a giocarvi?
«Non credo. Credo che voglia chiudere la carriera lì dove l’ha iniziata: nel Barcellona. E poi: non lo vedrei in un’altra squadra».
Chi è più forte, lui o Maradona?
«Impossibile fare un raffronto. Sono diversi. Anche per personalità. Di sicuro Leo è quello che gli si avvicina di più. Il calcio di adesso è diverso da quello di prima, difficile fare paragoni. Maradona però ha fatto cose uniche con squadre che erano inferiori al Barcellona di oggi. Diego è stato unico e lo sarà sempre, Messi è un altro giocatore. Sono epoche diverse e giocatori diversi. Due fenomeni in epoche diverse ».
Messi può ancora crescere secondo lei?
«Nel calcio come nella vita si può sempre migliorare. E Messi è ancora così giovane, nonché il numero uno al mondo. Come lo è stato Maradona alla sua epoca».
Avete assorbito la mancata vittoria della Coppa America?
«E’ difficile dimenticare. E’ stata una frustrazione ma ci servirà di lezione per il futuro. Tutto serve per non sbagliare più».
Perchè i tifosi del Napoli l’amano tanto? Durante l’amichevole dell’altro giorno tanti cori solo per lei...
«Perché cerco di fare le cose che so fare e forse perché sono rimasto sempre me stesso. Essendo anche io argentino, qualcuno farà anche degli accostamenti con Diego che ha giocato qui, chissà. Ma io sono contento dell’affetto dei tifosi e sono a loro grato di questo. Spero di ripagarli sul campo un giorno tutto questo affetto. Magari quando vado in Nazionale questo non accade».
Come vede il prossimo campionato?
«Molto bello e combattuto. Ci sono tante squadre che si sono rinforzate. Noi abbiamo la fortuna di avere un gruppo consolidato, questo è molto importante. Dobbiamo partire con il piede giusto, potrebbe essere la chiave di volta per la stagione. Tecnicamente siamo cresciuti, sono arrivati giocatori forti che adesso si stanno inserendo in gruppo. Questo è un fatto positivo: facilitare l’ambientamento dei nuovi è fondamentale».
Non ha detto chi potrebbero essere le favorite, però..
«Secondo me, quattro o cinque squadre ed una di queste è sicuramente il Napoli. La Lazio può essere la sorpresa, poi ci sono le milanesi, la Juve che pure si è rinforzata molto e la Roma che lotterà fino alla fine. Se dovesse capitare di trovarci nelle stesse posizioni dello scorso anno, stavolta saremo più maturi e potremo fare ancora meglio» Cosa replica a chi dice che lei segna pochi gol?
«Che proverò a farne di più. E’ una questione di fiducia. Ma pi riprometto di fare qualche gol in più nel prossimo campionato e di tirare più in porta» Conosce Chavez, neo acquisto del Napoli?
«Ci ho giocato insieme. Dico solo che è un bravo ragazzo. Poi sarà lui a dimostrare di essere anche un bravo calciatore».
Come va con la sua fondazione per i bambini poveri, l’Ansur?
«Tra un mese apriremo un numero di conto corrente anche in Italia. Non dimentico le mie origini e se posso fare qualcosa per aiutare chi ne ha più bisogno lo faccio ben volentieri ».
Etichette:
de laurentiis,
lavezzi,
napoli,
rassegna,
SCUDETTO
mercoledì 10 agosto 2011
De Laurentiis: "Balotelli è super, chiamo Rossi"
CORSPORT (A. GIORDANO) - Uno, due e tre: e in quel ménage inaspettato, che traccia nuovi orizzonti, è racchiusa la sintesi d’una filosofia che racchiude sette anni di conquista, un viaggio iperbolico che ha condotto dalla C alla Champions, quasi senza fermarsi. (...)
BANDIERA ROSSI - Il signor Rossi non è un uomo qualunque e in quell’avvoltoio italoamericano, un po’ bomber e un po’ bandiera della new generation, c’è l’essenza di un progetto lungimirante che De Laurentiis ha già steso sul san Paolo: « Ho chiamato Rossi un mese fa e non mi ha detto no. Intuisco l’aspirazione di andare al Real o al Barcellona, ma ora torno in Spagna, lo cercherò di nuovo, cercherò di nuovo il Villareal. Sono disposto a prenderlo e poi aspettarlo magari sino a gennaio o sino a giugno. A me quel ragazzo piace: l’ho trovato pacato, tornerò alla carica » .
BALOTELLI DIROMPENTE - Il mercato affascinante con vista sulla Champions è in quella raffica di annunci che hanno rimodellato il Napoli, ma le ipotesi di un agosto ancor tutto da attraversare hanno la brillantezza di talenti dal cui fascino si resta comunque colpiti: « Balotelli non ho avuto modo di conoscerlo di persona, però si vede che è dirompente. Le sue qualità sono indiscutibili, ma quando avrà dimostrato che i suoi excursus notturni, con parafanghi di auto rotte, saranno finiti, allora saremmo noi a farci vivi » .
UN POCHO ANCORA - Lavezzi è il tormento e l’estasi d’uno stadio che pende emotivamente da quelle diavolerie, ma pure il figliol prodigo cui riservare attenzioni paterne: «E’ un giocatore sul quale puntiamo: ha però una clausola rescissoria di 32 milioni e se qualcuno mette nel piatto quella cifra saremmo costretti a cederlo. Se ciò dovesse accadere, noi dovremmo sostituirlo e a quel punto andrei a cercarne uno più forte » . (...)
CARO VUCINIC - Ma due mesi con trattative spalancate sull’universo racchiudono segreti inconfessabili e anche conferme su indiscrezioni finite poi nel nulla: Mirko Vucinicpiaceva, eccome se piaceva, e ad un certo punto De Laurentiis: « Parlai con la Roma ma anche con lui, che affermò di preferire - per problemi personali un’esperienza in Inghilterra. Poi è andato alla Juve, ma io, ancor prima dei bianconeri, avevo offerto addirittura di più. Io non devo convincere un calciatore a venire a Napoli. Ha scelto la Juventus, una grandissima società: rispetto la sua decisione » . E a proposito di mercato, lancia una frecciata all’Inter:« Eto ’ o vale più di 40 milioni di euro » . (...)
BANDIERA ROSSI - Il signor Rossi non è un uomo qualunque e in quell’avvoltoio italoamericano, un po’ bomber e un po’ bandiera della new generation, c’è l’essenza di un progetto lungimirante che De Laurentiis ha già steso sul san Paolo: « Ho chiamato Rossi un mese fa e non mi ha detto no. Intuisco l’aspirazione di andare al Real o al Barcellona, ma ora torno in Spagna, lo cercherò di nuovo, cercherò di nuovo il Villareal. Sono disposto a prenderlo e poi aspettarlo magari sino a gennaio o sino a giugno. A me quel ragazzo piace: l’ho trovato pacato, tornerò alla carica » .
BALOTELLI DIROMPENTE - Il mercato affascinante con vista sulla Champions è in quella raffica di annunci che hanno rimodellato il Napoli, ma le ipotesi di un agosto ancor tutto da attraversare hanno la brillantezza di talenti dal cui fascino si resta comunque colpiti: « Balotelli non ho avuto modo di conoscerlo di persona, però si vede che è dirompente. Le sue qualità sono indiscutibili, ma quando avrà dimostrato che i suoi excursus notturni, con parafanghi di auto rotte, saranno finiti, allora saremmo noi a farci vivi » .
UN POCHO ANCORA - Lavezzi è il tormento e l’estasi d’uno stadio che pende emotivamente da quelle diavolerie, ma pure il figliol prodigo cui riservare attenzioni paterne: «E’ un giocatore sul quale puntiamo: ha però una clausola rescissoria di 32 milioni e se qualcuno mette nel piatto quella cifra saremmo costretti a cederlo. Se ciò dovesse accadere, noi dovremmo sostituirlo e a quel punto andrei a cercarne uno più forte » . (...)
CARO VUCINIC - Ma due mesi con trattative spalancate sull’universo racchiudono segreti inconfessabili e anche conferme su indiscrezioni finite poi nel nulla: Mirko Vucinicpiaceva, eccome se piaceva, e ad un certo punto De Laurentiis: « Parlai con la Roma ma anche con lui, che affermò di preferire - per problemi personali un’esperienza in Inghilterra. Poi è andato alla Juve, ma io, ancor prima dei bianconeri, avevo offerto addirittura di più. Io non devo convincere un calciatore a venire a Napoli. Ha scelto la Juventus, una grandissima società: rispetto la sua decisione » . E a proposito di mercato, lancia una frecciata all’Inter:« Eto ’ o vale più di 40 milioni di euro » . (...)
Etichette:
balotelli,
de laurentiis,
lavezzi,
napoli,
rossi
Iscriviti a:
Post (Atom)
My Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post.Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.
Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.
L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post.Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.
Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.
Blogarilla
Segnala GRATIS il tuo BLog.
Segnala GRATIS il tuo BLog.



