Perchè Tzorvas solo da mercoledì, dopo gli impegni con la sua nazionale (dove per adesso è il secondo), si è unito al gruppo, ha cominciato a lavorare con un preparatore dei portieri, Vinti, per poi passare da ieri a quello appena assunto nello staff di Mangia, ovvero Bacchin.
IL RIGORE A MESSI -Eppure, nessun dubbio. Il titolare del ruolo è lui, è stato comprato apposta risolvendo l’equivoco fra Benussi, eterno vice che sperava di meritare la promozione, e Rubinho, che a Palermo è legato essenzialmente da un contratto ma non dalla necessariafiducia. Subito Tzorvas, con prevedibili problemi d’intesa e di lingua, che il ragazzo promette di superare in fretta grazie anche ad una conoscenza d’italiano risalente a qualche anno fa. L’abitudine ai palcoscenici importante non manca al 29enne numero 33 arrivato dal Panathinaikos. Tzorvas è uno che ha giocato in Champions (anche quest’anno, nei preliminari) e ai Mondiali neppure un anno e mezzo fa. Nel settembre scorso, Alexandros fu a suo modo protagonista di una serata da raccontare: nel girone di Champions andò col Panathinaikos a sfidare il Barcellona al Nou Camp e parò persino un rigore a Lionel Messi. La partita però finì 5-1 per i blaugrana e Messi segnò altre due reti. «Il Barcellona tirò in porta non meno di 35 volte» ricorda ancora colpito il neo portiere rosanero. Conosce dunque le grandi del calcio europeo e anche italiano, non dovrebbe correre il rischio nè dell’emozione nè di un adattamento complicato. L’Inter per esempio l’ha già battuta a San Siro nelgruppo Champions del 2008/09: 1-0 in trasferta alla truppa allora allenata da Mourinho, ma lui rimase in panchina.
LA SPINTA DEI TIFOSI -Il Palermo che ha rinunciato al nazionale Sirigu, poco amato dal presidente («non usciva mai» è il suo giudizio tecnico), riparte dunque da un elemento che dovrebbe fornire esperienza e leadership. Pur in una difesa totalmente nuova e dunque con equilibri comprensibilmente ancora in formazione.
Ieri frattanto Zamparini ha rivelato una curiosità relativa al suo ingaggio. «Non sono solo io a credere in Tzorvas- ha spiegato il patron -quando è uscito il suo nome, mi ha chiamato un gruppo di tifosi incitandomi a prenderlo. “Questo è forte, presidente” mi hanno detto. Tranquilli, ho risposto, l’abbiamo già preso.... I miei collaboratori erano già sulle sue tracce ma seguivamo anche il brasiliano Rafael: poi l’ho scelto io perchè ho preferito l’esperienza». Quanto allo scenario, il Barbera non farà registrareil tutto esaurito, ma la cornice di pubblico sarà comunque di tutto rispetto. Fino a ieri sera, risultavano venduti 7.500 biglietti, mentre si è chiusa a quota 12.514 la campagna abbonamenti. Botteghini aperti ancora per tutto oggi, possibile dunque che domenica sera si arrivi a circa 25.000 presenze.
IL PRECEDENTE -Il Palermo non riesce a battere l’Inter da 6 anni. Mentre tutte le altre grandi al Barbera sono cadute spesso, i nerazzurri hanno quasi sempre ottenuto risultati utili e vittorie più o meno rocambolesche. L’unico precedente da quando nell’era Zamparini i rosa sono tornati nella massima serie, fa però ben sperare la squadra di Mangia: risale infatti alla stessa data odierna, il 10 settembre 2005 ed anche allora per il Palermo era il debutto casalingo. La compagine guidata da Del Neri s’impose per 3-2 con reti di Corini, Terlizzi e Makinwae nel finale, inutile doppietta di Cruz.
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