In sostanza, i due atti che hanno prima consegnato e poi confermato lo scudetto 2005-06 all'Inter: la «mancata non assegnazione» da parte di Guido Rossi e la decisione del Consiglio Federale dello scorso 18 luglio di dichiararsi incompetente sulla questione.
Con riserva - Ma quella del Tnas, per ora, è una competenza con riserva, perché lo stesso De Roberto all'inizio della prossima settimana formerà un collegio di 3-5 esperti (in una lista di 50 nomi) che poi nell'arco di una decina di giorni potrà perseguire tre strade: 1) accogliere le richieste della Juventus; 2) respingerle; 3) o, eventualmente, dichiarare il collegio stesso incompetente a giudicare. In tal caso, si andrebbe alla Alta Corte di Giustizia presso il Coni, che poi non è altro che la richiesta che era stata presentata da Federcalcio e Inter.
Il provvedimento - L'offensiva giuridica della Juventus sullo scudetto del 2006 è quindi arrivata ad una prima puntata. Il Tnas, infatti, ha respinto le eccezioni esperite da Figc eInter, che chiedevano appunto «la sua manifesta incompetenza» su una controversia relativa a diritti e interessi legittimi secondo loro di competenza invece dell'Alta Corte di Giustizia. De Roberto l'ha respinta in quanto l'incompetenza manifesta si ravvisa solo quando risulti ictu oculi (e cioè al di fuori di ogni dubbio ed incertezza) la carenza di potestas decidendi. Parallelamente, invece, il Tnas si è riconosciuto incompetente relativamente alla richiesta di risarcimento danni presentata dalla Juventus nel famoso ricorso, risarcimento che puntava agli effetti negativi di Calciopoli sul valore del «brand Juve»: caduta del titolo azionario, perdita della Champions l'anno successivo e dei relativi diritti tv, cessione sotto costo dei vari Ibrahimovic, Mutu, Emerson, Cannavaro, Vieira e Zambrotta. Contestualmente, però, per il risarcimento danni offre alla Juve un'altra strada, quella del giudice amministrativo (Tar), autorizzando di fatto il club bianconero, in questa fattispecie, ad uscire dalla giustizia sportiva.
La giornata - Per dare ancora più forza all'offensiva juventina, ieri a Roma si è presentato anche Andrea Agnelli in persona. «Vogliamo restare nell'ambito della giustizia sportiva, non vogliamo uscirne e andare al Tar. Ma vogliamo essere giudicati, fatelo», è stato il succo del discorso di Agnelli davanti a De Roberto, che ha sentito anche le altre parti coinvolte nella controversia (Inter e Figc). «C'è stata una singolare coincidenza tra le posizione della Figc e dell'Inter e lo abbiamo fatto notare», aveva detto Michele Briamonte, il legale della Juventus, appena terminate le audizioni. Giunto il parere, probabilmente, si sarà compiaciuto. Anche se la strada è ancora lunga.
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