GASPORT (J. IANDIORIO) - Non ha dimenticato la «sua» Udinese. E quando può, cerca di non perdersela. Perché dopo aver allenato in Giappone, Turchia, Uzbekistan, Russia e Grecia, Arthur Antunes Coimbra da poco più di un mese è approdato addirittura in Iraq.Per cercare di bissare quel miracolo che circa 26 anni fa riuscì al fratello Eduardo, che da direttore tecnico trascinò la nazionale di Baghdad, per la prima e unica volta, a un Mondiale (Messico 1986). Per questo Zico in questi giorni è in Cina, col suo Iraq, dove martedì 11 ottobre si gioca una bella fetta di qualificazione al turno successivo delle eliminatorie per Brasile 2014. Ma anche a distanza di 9 mila chilometri, se gli si chiede di parlare di Friuli e dei bianconeri il Galinho risponde con piacere.
Intanto Zico, il suo Iraq, gruppo A, zona asiatica, disputa a Shenzen un match già decisivo: passano due nazionali su quattro e la Giordania vi ha già battuti a Erbil, in casa vostra, all'esordio in panchina il 2 settembre.
«Sì, e ha sconfitto anche la Cina, quindi non è scarsa. Noi poi ci siamo rifatti (vincendo 2-0 a Singapore, ndr) ma questo con la Cina ora è un match da non perdere. E poi a novembre loro faranno visita a noi. Anche se giocheremo in campo neutro, in Qatar. Avrei voluto giocare a Baghdad, ha un bello stadio, anche per la superficie, i tifosi sono calorosissimi, ma per motivi di sicurezza ancora non si può. Si va in Qatar. Ma in fondo è meglio così. Perché la superficie del campo di Erbil, nel Nord Iraq, non è in buone condizioni. Io ho una squadra che sa giocare, coi giordani loro hanno fatto tre tiri e due gol, noi sembravamo l'Udinese a Londra con l'Arsenal… Ne abbiamo sbagliati di ogni colore, troppi errori».
Ecco, inevitabilmente, scatta il paragone con la sua Udinese. Ha visto che è in testa in serie A con la Juventus?
«Dico la verità, ho potuto finora vedere poco, ho visto bene i due preliminari di Champions League contro l'Arsenal e qualche highlights e spezzone di partita. Sa, all'estero è più facile che trasmettano i match di Juve, Milan, Lazio, Inter… Quand'ero in Europa sono riuscito a seguire Inter-Napoli e Parma-Roma per esempio».
E che idea si è fatto dei bianconeri friulani?
«Spero che intanto ritornino almeno ai preliminari di Champions League, anche se quest'anno è più difficile (serve il terzo posto, ndr), ma per me possono mantenersi a questo alto livello di partenza».
Ma, quindi, azzardiamo, sono da zona scudetto?
«Questo è il momento di pensare in grande. Nel calcio non si può mai dire mai, né bisogna precludersi alcuna chance. Tutto può succedere, magari le grandi continuano a perdere colpi e l'Udinese deve sempre pensare in grande».
Quindi, lei ci crede nello scudetto?
«La mia Udinese, che ho seguito tanto l'anno scorso, ha una buona base di partenza. Sì, sono andati via soprattutto Sanchez e Inler, ma io credo che il gruppo sia solido. Certo, con l'Arsenal poteva fare meglio. È anche il mio rammarico, penso che soprattutto a Londra l'Udinese ha sprecato una grandissima chance, lì si doveva vincere ma i bianconeri non hanno saputo sfruttare tutte le occasioni avute. E ciò, infatti, si paga a questi livelli. Non hanno approfittato di un Arsenal in crisi, senza Fabregas e Nasri, con gli uomini contati… Peccato, davvero!».
Forse è mancata l'esperienza nei momenti salienti?
«Sì, conta anche quella, serve a rimanere tranquilli nel clou dei match e il giocatore più abituato a certi livelli sa che fare in situazioni difficili. Ma il giovane Arsenal poi non è che ne abbia tanti di questo tipo di giocatori esperti…».
Il tecnico Guidolin è una garanzia?
«Guidolin è saggio, ha tanta esperienza, è davvero in gamba, mi piace. Magari lui e la famiglia Pozzo riuscissero a dare questa gioia ai tifosi friulani, questo scudetto, se lo meritano proprio».
Sembrerebbe però anche l'anno della Juventus: che ne pensa dei torinesi?
«È ancora troppo presto per dirlo, nel campionato italiano non basta partire bene, perché è un torneo molto equilibrato. Certo, aiuta questa partenza, dà fiducia e coraggio. Comunque mi piace che ci sia molta concorrenza, e me la auguro per il prosieguo del torneo, dà più interesse alla serie A. È bello un campionato così combattuto e spero che rimanga con almeno 4-5 pretendenti fino alla fine».
Altre squadre che possono aspirare al titolo secondo lei?
«Anche il Napoli può ambire a vincere il campionato, ho visto una squadra forte, un buon complesso e ottime individualità. Sì, con l'Inter l'ha favorita l'arbitro ma non è facile vincere 3-0 a San Siro. Devono soltanto crederci nel titolo, come consiglio di fare a Udine».
Solo due anni in Friuli, eppure le è rimasto nel cuore.
«Ne approfitto per salutare gli amici del Zico fan club di Orsaria, che mi chiamano spesso».
Mandi, Galinho.



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