GASPORT (A. ELEFANTE) - La rabbia allo stato puro, la rabbia lucida, la controrabbia. Come colpita da un cazzotto inatteso, anche se a posteriori forse non proprio imprevisto, l'Inter ha scelto di non porgere l'altra guancia: subito, dopo e anche domani, per quanto potrà.Macché «fallo tattico» - La rabbia allo stato puro è stata documentata dalle telecamere per quanto successo in campo, dove in tanti, fra i quali Ranieri, hanno inseguito e aspettato Rocchi per chiedergli conto non principalmente del rigore concesso, quanto di altri due episodi discutibili: il primo giallo a Obi, che Rocchi ha giustificato sulla base di un «fallo tattico» del nigeriano; l'irregolarità dell'esecuzione del rigore, a giudizio dell'Inter da ribattere a prescindere da chi fosse entrato per primo in area, se i difensori nerazzurri o Campagnaro.
In arrivo altre sanzioni? Ma è seguita seconda puntata, nell'abituale teatro del tunnel che porta agli spogliatoi. Lì, presenti il rappresentante della Procura federale, i dirigenti interisti in panchina e il d.s. del Napoli Bigon, si è creato un capannello intorno a Rocchi, con altre vibranti e reiterate nerazzurre, ma senza contatti fisici: neppure sfiorati, anche grazie a «blocchi» fisici studiati quasi tatticamente. Ora resta da verificare se, in base al referto di Rocchi, altri tesserati interisti rischieranno sanzioni per proteste, al di là delle decisioni già prese in campo.
JC, 2ª puntata nel tunnel - Fatto sta che in particolare Julio Cesar non aveva sbollito neanche un po' di rabbia, ma Rocchi è stato apostrofato duramente anche dagli interisti in tribuna (Milito e Cordoba i più avvelenati) prima di rientrare nello spogliatoio e di comunicare al vice d.g. nerazzurro, nonché addetto agli arbitri, Stefano Filucchi l'espulsione di Ranieri. Modalità poco gradita, come testimoniato anche dalle successive parole di Moratti («Non ha avuto neanche il coraggio di cacciare l'allenatore: gliel'ha mandato a dire»).
L'ammissione di Rocchi - Ranieri se l'era presa più per quanto successo prima della sua espulsione e a fine gara ha esternato la sua rabbia ormai lucida con dichiarazioni calibrate ma non meno dure, una su tutte: «Sarebbe diabolico se certi arbitraggi fossero conseguenza dello scudetto 2006, ma intanto il designatore stia con gli occhi bene aperti». Braschi li aveva bene aperti già domenica sera e lasciando lo stadio, hanno raccontato i vicini di poltroncina, avrebbe ammesso a denti stretti «Rocchi ha sbagliato tutto», prima di verificare di persona il risentimento di diversi dirigenti nerazzurri, fra i quali, dato il suo ruolo, ancora Filucchi.
Quel dubbio incorporato - Il resto lo ha ascoltato non molto più tardi da Massimo Moratti, che ai microfoni tv ha palesato la rabbia del momento, ma anche la controrabbia Inter, intesa come atteggiamento e iniziative future. Senza sconfinare nel vittimismo del «C'è un complotto contro l'Inter», in casa nerazzurra sorge spontanea una domanda con sospetto incorporato («Come mai tanti episodi penalizzanti in così poco tempo»?), ispirato dalla sgradevole sensazione di una sottile ma latente prevenzione: in soldoni, il dubbio che l'Interpossa finire per «pagare» l'infinita querelle dello scudetto 2006. Intanto Moratti, affrontando il rischio di un deferimento che si sussurra non da escludere a priori, più che una domanda ha già fatto una richiesta, in forma molto pressante: «Mai più arbitrati da Rocchi». E le prossime puntate saranno semplice conseguenza: è facile che la «ricusazione pubblica» sia ribadita anche a chi di dovere.



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