GASPORT (F. DELLA VALLE) - Un anno fa aveva portato fortuna. Silvio Berlusconi si era presentato a Milanello alla vigilia di Milan-Lecce, prima di campionato, per annunciare l'arrivo di Zlatan Ibrahimovic e il giorno dopo i rossoneri avevano vinto 4-0.
Ieri il patron rossonero ha fatto visita ai suoi ragazzi a Milanello per la prima volta in questa stagione. E probabilmente non è un caso che sia accaduto a poche ore da una trasferta importante: vincere per il Milan significherebbe agganciare la Juventus a otto punti, mentre in caso di sconfitta il distacco dalla vetta potrebbe cominciare a diventare preoccupante.
Compleanno e duemila gol Che non sia una settimana come le altre lo si capisce dal numero delle visite da parte della proprietà. Venerdì a Milanello si era fatta vedere Barbara, ieri è stato il turno di suo padre. Berlusconi quest'anno aveva rinunciato al raduno di luglio per motivi di opportunità (era morto un militare in Afghanistan), però il Milan è sempre nel suo cuore e nei suoi pensieri. E così, forse anche per festeggiare con la squadra il suo compleanno (ha compiuto 75 anni giovedì) e il gol numero duemila della sua gestione (traguardo raggiunto mercoledì grazie alla rete segnata in Champions League da Antonio Cassano), si è voluto ritagliare un momento tutto suo in un'agenda fitta di impegni, per poter essere vicino alla squadra.
Con Ibra è meglio Il premier è arrivato in elicottero intorno alle 14. Ad attenderlo c'era Adriano Galliani. «Sono in ritardo», ha detto Berlusconi all'amministratore delegato appena giunto nel centro sportivo rossonero. Poi si è fermato al bar per salutare i giornalisti («Vi ho fatto una sorpresa») e lì ha incrociato Massimiliano Allegri e l'ha salutato così: «Uè mister, non ti avevo visto». Berlusconi ha pranzato in compagnia dell'allenatore e di Galliani (che avevano già mangiato, ma hanno fatto il bis volentieri), subito dopo si è intrattenuto una decina di minuti con la squadra. Prima però ha rilasciato un'intervista a Milan Channel in cui ha parlato un po' di tutto: lo stadio di proprietà, Cassano, Ibrahimovic e il Milan poco spettacolare visto in Spagna. «Questi 25 anni della nostra gestione hanno portato il Milan a essere la squadra più titolata al mondo e Berlusconi è diventato il presidente che ha vinto di più nel calcio. Lo stadio di proprietà è uno dei miei sogni, ma quando si parla di costruzioni ci sono troppi problemi da superare, c'è l'invidia dei burocrati e di alcuni politici. Complimenti alla Juventus che ci è riuscita». Il premier predilige un Milan offensivo e con Ibrahimovic in campo: «A Torino dobbiamo essere padroni del campo e del gioco e vincere convincendo nel rispetto degli avversari. Con Zlatan cambia tutto in meglio, dà forza e potenza. Ci vogliono sempre le due punte, Cassano ha riscoperto la sua classe e ha trovato quella continuità che gli mancava». FantAntonio è stato lodato anche da Galliani: «Avevo previsto tutto, sapevo che se fosse rimasto si sarebbe concentrato solo sul Milan. E' un campione e deve capire che è meglio fare il turnover al Milan e vincere piuttosto che giocare sempre in una piccola. Lui e Ibra s'intendono a meraviglia».
A lezione di Barça Berlusconi ha commentato anche il 2-2 del Camp Nou: «Il Barcellona ha dato una lezione di calcio a tutti, anche al Milan». Il premier vorrebbe un gioco più spumeggiate, modello Barça, e l'ha ribadito anche durante la chiacchierata con la squadra: «Dobbiamo giocare come il Barcellona — ha raccomandato ai suoi — e tenere di più la palla negli ultimi 15 minuti. Però non siamo inferiori a nessuno: possiamo vincere scudetto e Champions». L'elicottero di Berlusconi è ripartito alle 15.25, quando la squadra aveva da poco iniziato ad allenarsi. Stasera scopriremo se la visita presidenziale ha portato fortuna.
domenica 2 ottobre 2011
Scossa Silvio «Possiamo vincere tutto basta giocare da Barça»
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