CORSPORT (P. GUADAGNO) - Puntuale, anche ieri è arrivato il suo consueto aggiornamento su twitter: «Sono quasi pronto per allenarmi con la squadra, non vedo l'ora». Il profilo è quello di Sneijder e la frase è andata on-line poco prima dell'allenamento mattutino. Ebbene, dopo lo stiramento all'adduttore rimediato il 23 settembre, alla vigilia della trasferta di Bologna, l'olandese è tornato a lavorare sul campo, ricominciando a toccare il pallone. Le sensazioni sono state positive, ma solo tra oggi e domani si deciderà se accelerare affinché Wes possa essere a disposizione sabato a Catania o se procedere con più cautela, preferendo puntare al match di Champions in casa del Lilla (18 ottobre).
L'ultima parola sarà di Ranieri, che considera Sneijder l'elemento in grado dare la svolta, l'uomo capace di dare una quadratura alla manovra offensiva e di legare i reparti. Non per questo, però, ha intenzione di correre ulteriori rischi.
MEGLIO E PEGGIO -Del resto, il centrocampista olandese resta un elemento a rischio dal punto di vista degli infortuni. Da quando è approdato all'Inter, infatti, ha saltato ben 30 gare per problemi fisici. Sono esattamente un quarto delle 120 che avrebbe potuto giocare. A quelle 30, poi, vanno aggiunte altre 5 assenze causa squalifica (3), panchina (1) e tribuna (1). Il dato ancora più curioso è che, quando Sneijder non ha potuto scendere in campo, la squadra nerazzurra ha sorprendentemente avuto un rendimento migliore. A cominciare dalla media punti (2,14 contro 1,93), transitando per la percentuale di vittorie (65,7 contro 57,6) e concludendo con i gol segnati a partita (1,94 contro 1,69). Con l'olandese sul terreno di gioco, invece, è la difesa ad essere più ermetica (1,02 contro 1,2). In realtà, isolando la sola prima annata in nerazzurro dell'ex-Real Madrid, vale a dire quella del triplete, la statistica è completamenteribaltata: con l'olandese, allora, l'Inter volava (2,29 punti per gara), senza lo faceva un po' meno (2,07). Quella, però, era una squadra decisamente più in salute. Non a caso, nella stagione passata, il numero 10 ha perso poche partite nella prima metà dell'annata, quella in cui la formazione allenata ancora da Benitez procedeva con il freno a mano tirato, mentre ne ha saltate parecchie della seconda, quando, con Leonardo in panchina e un'infermeria più vuota, l'Inter ha sfiorato la rimontascudetto sul Milan.
GIORNATE DECISIVE -Ranieri, evidentemente, a certi numeri guarderà fino a un certo punto. Sa bene quello che, nella sostanza, gli può dare Sneijder e per questo non vede l'ora di gettarlo nella mischia, visto che nelle sue tre gare da allenatore interista non lo ha mai avuto a disposizione. Come anticipato, se non sarà a Catania (a cui il centrocampistaorange ha segnato una volta su punizione), avverràin Champions.
Oggi e domani, comunque, saranno giornate decisive anche per altri nerazzurri acciaccati. Lucio, Pazzini e Chivu sembrano ormai recuperati e dovrebbero essere regolarmente in campo in terra siciliana. Si attendono risposte soprattutto su Julio Cesar, che ieri si è limitato ancora a terapie e massaggi per la sua lombalgia. Sul suo conto, la speranza è tutt'altro che abbandonata, ma saranno determinanti le prossime ore. Buoni segnali arrivano anche da Thiago Motta, ma il suo fisico delicato impone cautela. Ranocchia, invece, lavora per la Champions o per la sfida con il Chievo del 23 ottobre.
Per concludere, le condizioni di Poli: c'è un po' di naturale apprensione nei suoi confronti, visti gli acciacchi che l'hanno colpito negli ultimi mesi, ma l'ultimo (all'adduttore sinistro) dovrebbe rientrare nel giro di una decina di giorni: quindi sarà a disposizione tra Chievo eAtalanta (26 ottobre).



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