CORRIERE.IT (G. BIANCONI) - Ci sono i gol, di destro, di sinistro e di testa, e poi gli assist, i cucchiai e i colpi di tacco, a centinaia, sempre con la stessa maglia, gli stessi colori. Più che sufficienti a fare di un calciatore il simbolo di una squadra. Ma Francesco Totti è di più. Perché nel suo caso c'è dell'altro.C'è quello che ha rappresentato e continua a rappresentare fuori dal campo. Che l'ha fatto diventare un simbolo non solo della Roma ma di Roma. Per questo è venerato e detestato come nessun altro, e detestato in particolare dai laziali, costretti a vivere sotto la sua ombra: per loro è un'ossessione, per tutti gli altri qualcosa in cui riconoscersi o da misconoscere. Perché è l'immagine di una metropoli amata, odiata o comunque mal sopportata. Come lui, come Francesco Totti.
Roma è una città meravigliosa, con una tradizione come nessun'altra, carica di bellezze e difetti, che a volte può sembrare inadatta al ruolo attribuitole dalla storia, ma capace di riprendersi di fronte a ogni avversità mostrando sempre il suo lato migliore, di trasformare le proprie inadeguatezze in un di più che la rende unica. E dunque capitale.
| Totti con la famosa maglietta che diceva «Basta» (Bartoletti) |
| Totti va in panchina (Inside) |
Francesco Totti è uno che prende in giro se stesso prima degli altri, capace di passare improvvisamente dallo scherzo a considerazioni serie, tanto per mettere a posto chi pensa di deriderlo per le proprie scelte: come quando, in un'intervista televisiva, fu chiamato a specificare come si scrivono i nomi dei suoi figli, Cristian e Chanel. «E come farai a spiegare loro che in un caso c'è l'h e nell'altro no?». Totti guardò un po' incredulo lo spiritoso conduttore e ribatté: «Penso che ci saranno cose più importanti da spiegare».
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| Uno striscione a sostegno di Totti all'Olimpico (Gmt) |
| Francesco Totti e Luis Enrique (Fotopress) |
E un po' il Catone interpretato da Vittorio Gassman, che ammonisce Marcello Mastroianni nei panni di «Scipione detto anche l'Africano»: «Questa non è l'ideale Repubblica di Platone, ma la città fangosa di Romolo. Bisogna che te dai 'na calmata ! ».
Da tempo c'è chi ironizza consigliando al capitano della Roma, che ormai sarebbe avviato sul viale del tramonto come calciatore, una carriera di attore visti i successi degli spot pubblicitari in cui lui e Ilary sembrano ripercorrere le orme di Raimondo e Sandra in «casa Vianello». A parte il fatto che quel tramonto è forse la speranza di avversari e invidiosi ma non ancora la realtà, e a parte gli scherzi, davvero non si fa troppa fatica a immaginare la faccia di Francesco Totti in certi pezzi di Alberto Sordi o Nino Manfredi. Simboli di Roma pure loro.
Da tempo c'è chi ironizza consigliando al capitano della Roma, che ormai sarebbe avviato sul viale del tramonto come calciatore, una carriera di attore visti i successi degli spot pubblicitari in cui lui e Ilary sembrano ripercorrere le orme di Raimondo e Sandra in «casa Vianello». A parte il fatto che quel tramonto è forse la speranza di avversari e invidiosi ma non ancora la realtà, e a parte gli scherzi, davvero non si fa troppa fatica a immaginare la faccia di Francesco Totti in certi pezzi di Alberto Sordi o Nino Manfredi. Simboli di Roma pure loro.
Tutto questo conviene tenere a mente a fronte delle polemiche e delle divisioni che hanno scaldato l'inizio della nuova gestione dell'Associazione Sportiva Roma intorno al nome del suo capitano. Una questione di campo, esplosa dopo un'esclusione e una sostituzione sbagliate e alimentata da tante parole. Forse troppe, nel silenzio di Francesco Totti. Chi è coinvolto, sappia che non è solo un problema di calcio.
P.S. Per quanto riguarda la vicenda calcistica, è certo che bisogna fare le scelte giuste nell'interesse della Roma, prima di quello di Totti. Ma sono quasi vent'anni che i due interessi coincidono. Per separarli bisogna prima dimostrare che non coincidono più, e finora non è successo. Anzi.
P.S. Per quanto riguarda la vicenda calcistica, è certo che bisogna fare le scelte giuste nell'interesse della Roma, prima di quello di Totti. Ma sono quasi vent'anni che i due interessi coincidono. Per separarli bisogna prima dimostrare che non coincidono più, e finora non è successo. Anzi.





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