CORSPORT (L. FERRAJOLO) - La Lazio ha buttato via la partita e invece, se vuole fare strada in Europa, non può permetterselo. Dopo un primo tempo quasi impeccabile, arricchito dall'esuberanza di Cisse e giocato con grande giudizio, è tornata in campo pigra e svogliata, forse convinta di aver risolto in anticipo la pratica. E invece, in 4’ folgoranti, il brasiliano Wesley, niente di eccezionale ma il migliore del Vaslui, ha sbriciolato queste convinzioni errate: pari e addirittura sorpasso dei rumeni. Con la collaborazione vistosa di Zauri, che prima si è fatto anticipare di testa e poi ha provocato il rigore, con relativa espulsione. Scavalcata di brutto, all'improvviso, e ormai in dieci, la Lazio ha reagito con rabbia, ritrovando ritmo, buone intenzioni e intensità agonistica. Così è arrivato il pari riparatorio di Sculli e per poco non si è ripresa la vittoria.
E' un'occasione persa, perchè tra la Lazio e il Vaslui c'è una bella differenza, anche quando Reja, giustamente, fa il suo turn over. Si è visto nettamente nei primi 45' benchè il gol sia arrivato su rigore con Cisse solo dopo 35’ ma preceduto da numerose e clamorose palle gol. L'esuberanza e la vitalità di Cisse hanno trascinato la squadra: partendo sull'out destro, Cisse ha fatto sfracelli, mettendo cross pericolosi, sfiorando il gol, intimidendo i rumeni che, pur raddoppiando la marcatura, non sono riusciti a frenarlo.
Una buona Lazio, senza i grossi calibri come Hernanes e Klose ma forse più equilibrata perchè con il 4-4-2 , il centrocampo ha sofferto meno, ha dato più spinta. Ledesma non è rimasto da solo a fare diga, sugli out Gonzalez e Sculli hanno spinto parecchio, approfittando della fragilità difensiva dei rumeni. Per mezz'ora Cerniauskas ha resistito, facendo prodezze: al 3' ribattendo in uscita un tiro di Sculli, al 15' su Gonzalez un po' precipitoso e al 19' su Rocchi, che da due metri si è fatto respingere la deviazione su cross di Cisse.
Rocchi, benchè fosse a caccia del gol numero 100, ha fatto pochino, non ha approfittato della modestia dei due dirimpettai rumeni. Almeno sino al 34' , quando su lancio di Ledesma, Balau gli si è attorcigliato goffamente, provocando il rigore. Tutti hanno pensato: ora tira Rocchi e fa 100. Invece sul dischetto è andato Cisse, rigorista della squadra e l'esecuzione infatti è stata perfetta, con un destro terrificante nell'angolo alto. Cisse piace alla gente perchè è istintivo, generoso, sa essere protagonista, rompe gli schemi, e spesso durante il primo tempo è stato lui a divertire, ad accendere lo spettacolo. Anche perchè sembrava tutto scontato, con la Lazio padrona ma anche un po' sciupona.
Ma si vede che nell'intervallo al posto del the ha preso una bella camomilla, tanto che i rumeni, prima impauriti e confusi, nella ripresa hanno cambiato la partita. Adailton si è acceso un po', giocando in pochi metri ma mettendo palloni puliti, soprattutto sui calci da fermo. Wesley, il più dotato, si è scatenato e in quei 4’ fatali ha ribaltato la situazione. Su punizione di Adailton, Wesley ha anticipato di testa il timido Zauri, che un po' stordito, quattro minuti dopo, su errore collettivo della linea difensiva, ha atterrato da dietro Temwanjera, lanciatissimo verso Marchetti. Rigore, espulsione, vantaggio dei rumeni ma la Lazio, pur in dieci, non si è fatta travolgere. Anzi, ha ritrovato slancio, Reja ha sostituito il pallido Rocchi con Kozak, il pari è arrivato con un'incornata di Sculli, che da dietro ha sorpreso l'ingenuo Milanov. Kozak da due metri ha preso in pieno la traversa e lì la rincorsa è finita.
Evitata una brutta caduta ma persa un'occasione per partire col piede giusto anche in Europa. La lezione potrà servire: nelle Coppe non si può snobbare nessuno, nemmeno una squadra sinceramente modesta come il Vaslui, decorosa solo davanti. Fare altre considerazioni sarebbe azzardato: questa era una Lazio 2, sia nell'organico che nello spirito con cui si è battuta. Da domenica, prevediamo, riprenderà a fare sul serio.



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