CORSPORT (A. RAMAZZOTTI) - Il giorno dopo lo scivolone, la rabbia non è passata. La forzata esclusione di Diego Forlan dalla listaChampions ha agitato l’Inter in un week end, l’ultimo senza campionato, che altrimenti sarebbe stato tranquillo e privo di tensioni. In casa nerazzurra avrebbero volentieri fatto a meno di questa vicenda che si porta dietro, oltre al danno sportivo, un danno d’immagine notevole perché il club di corso Vittorio Emanuele è ancora Campione del Mondo in carica e l’errore è stato tanto banale quanto evitabile. Massimo Moratti è arrabbiato più per la brutta figura a livello mondiale che per il resto. Forlan come giocatore gli piace e lo hanno confermato le sue parole di stima per l’uruguaiano la scorsa settimana. Visti anche i costi contenuti dall’operazione in rapporto con il valore del calciatore, difficile pensare che, se l’euro-indisponibilità del Cacha fosse venuta fuori in anticipo, avrebbe bloccato l’acquisto.
Magari avrebbe potuto chiedere uno sconto ulteriore all’Atletico, ma essendo stato pagato 5 milioni... Il danno d’immagine, invece, è più difficile da digerire perché l’errore collettivo era evitabile, un po’ da tutte le componenti, con più attenzione e controlli scrupolosi.
COSA SUCCEDE - E adesso cosa accadrà? Moratti ha parlato con i suoi dirigenti venerdì sera, quando la notizia dell’esclusione diForlan è arrivata dalla Uefa. Si è fatto spiegare nei dettagli cosa era successo, chi aveva lavorato alla vicenda e ha voluto accertare la responsabilità dei singoli. Prima di decidere eventuali provvedimenti però ha preso tempo. L’esperienza maturata in tanti anni nel mondo del calcio gli ha consigliato di riflettere bene, anche perché le componenti della sua società coinvolte sono diverse, dall’area tecnica, alla segreteria sportiva, passando per chi giornalmente è a contatto con la squadra. Ogni soluzione è possibile, ma non è neppure da escludere che non ci siano conseguenze “drastiche”, come successo a Bologna con le forzate dimissioni di Pedrelli dopo l’errore nella compilazione della busta per la comproprietà di Viviano. Può anche darsi che Moratti scelga la strada della reprimenda verbale (o scritta), ma che poi non tocchi la sua squadra dirigenziale, anche se qualche scricchiolio con alcune componenti negli scorsi mesi c’è stato. Il passato gli ha insegnato che dopo gli errori e le delusioni è importante ripartire e migliorare. Anche in questo modo è stato costruita l’Inter del triplete. Cosa ha in mente però lo capiremo nei prossimi giorni o forse nelle prossime settimane. Perché il patron prenderà la sua decisione dopo che la rabbia sarà sbollita, magari dopo essersi consultato anche con il figlio Angelomario, sempre più importante per gli equilibri societari e per le scelte importanti.
EURO-MILITO - Da domani intanto Gasperini dovrà pensare a come sostituire in Champions l’uruguaiano che, per personalità e movimenti, sabato mattina lo ha molto impressionato. Il tecnico ha già le idee chiare a riguardo e si aspetta da Milito i gol che dovranno qualificare l’Inter agli ottavi di finale. Il Principe due stagioni fa ha guidato la squadra alla vittoria della coppa conquistando il premio come miglior giocatore del torneo. Gasperini è convinto che Diego tornerà su quei livelli anche perché in questo mese di allenamenti ed amichevoli lo ha visto tonico e motivato. Milito ha capito che, senza Eto’o, toccherà a lui prendersi sulle spalle la squadra. E il dualismo con Pazzini non lo preoccupa anche perché non è escluso che in Europa i due possano giocare insieme, magari con Sneijder trequartista. Sarebbe la soluzione che forse più farebbe felice Moratti, primo tifoso di Milito e desideroso di vedere spesso in campo anche il «Pazzo» dal gol facile.



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