GASPORT (M. GRAZIANO) - Ragazzo semplicissimo, educato, antidivo per eccellenza (nonostante una fidanzata splendida, famosa e spesso in «copertina» come la velina di «Striscia la notizia» Federica Nargi), Alessandro Matri è, però, soprattutto un bomber di razza. A Catania la Juve ripartirà da lui. E cifre alla mano, Antonio Conte è in una botte di ferro.Il ventisettenne ragazzo diSant'Angelo Lodigiano vanta in bianconero una media gol da vero killer delle aree di rigore: 10 gol in 19 partite, un solo centro non decisivo (2-0 a Roma, contro i giallorossi), a segno 0,526 volte a partita. A Torino dallo scorso gennaio, Matri ha giocato complessivamente 1.432 minuti, 17 le gare da titolare, 8 quelle disputate interamente. La Juventus lo preferì a Pazzini, pagandolo 17 milioni di euro, «un investimento che darà sicuramente i suoi frutti», disse allora l'ad Beppe Marotta. Dopo appena nove mesi è già difficile dargli torto.
Tappa delicata Senza Vucinic, ma con Matri motivatissimo, la Juve domani va a caccia dei tre punti, per cancellare il mezzo passo falso col Bologna, per presentarsi da prima della classe al gran gala del 2 ottobre contro il Milan. «Ma stiamo molto calmi — dice il 32 bianconero a Juve Channel —. É il terzo appuntamento in una settimana, quindi ci vogliono soprattutto forze mentali, oltre a quelle fisiche. É poi sempre difficile far punti a Catania. In ogni modo, vogliamo andare là con la con la giusta voglia, con la giusta mentalità». Quella che pretende Conte: in casa o fuori, si gioca per imporre la propria legge tattica. Profilo basso, però, per quanto riguarda la corsa per lo scudetto. «Ci sono squadre che vengono da stagioni più importanti — spiega Matri —, hanno quindi alcune sicurezze in più rispetto a noi. Milan e Inter, per esempio. In generale, ci sono tre-quattro squadre che comunque sono davanti a noi, sono più costruite, rodate, hanno già da diversi anni una base solida. La Juve ha cambiato tanto in estate. Bisogna sempre puntare al massimo obiettivo, questo è certo, però siamo anche consapevoli dei nostri mezzi attuali».
Il fenomeno Una Juve sempre più sicura però, grazie anche alla classe e all'esperienza di Andrea Pirlo, che là in mezzo, nella tonnara di metà campo, detta tempi e dipinge opere d'arte. «Andrea è un fenomeno - continua Matri -. Lo conosco sia come giocatore sia come persona. Oggi mi stupisco dello stupore di qualcuno, perché è dieci anni che gioca così, è sempre stato così. Quando ero nelle giovanili del Milan era un piacere vederlo da vicino. Nessuno al mondo ha la sua facilità di gioco, è un onore essere un compagno di squadra di Pirlo».
Idoli e gol É ormai pronto il sito ufficiale www.alessandromatri.it, «dove troverete la mia biografia, le news che mi riguardano, foto, video... Una vera e propria raccolta delle emozioni che ho provato e provo tutte le domeniche». Tante curiosità insomma, e al popolo di Juve Channel racconta intanto che «il mio gol juventino più bello e forse più importante è quello dell'anno scorso contro l'Inter. Era la terza partita con la Juve, una sfida sentita. Il mio idolo? Van Basten su tutti, poi Bobo Vieri».



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