GASPORT (A. BOCCI) - Magari funziona come con Nesta: dal minimo al massimo in pochi giorni. Il difensore ha toccato il fondo contro la Lazio e la risalita ai picchi del Camp Nou è stata brillante e vertiginosa. Antonio Cassano invece è stato frullato nel gioco del Barcellona, ma in campionato era stato il migliore: in questo gioco di alti e bassi, Allegri spera che il barese torni ad azzeccarle tutte, o almeno la metà, contro il Napoli domenica sera.Kappaò - Anche perché le possibilità di provare un attacco diverso sono praticamente nulle: impossibili le variazioni fra le punte, che sono rimaste due e si sa che schierarne meno di due al Milan è sacrilegio. Limitatissime le variazioni intorno al trequartista: l'unico gradito ad Allegri è Boateng, infortunato. L'allenatore preferisce sempre utilizzare Seedorf come mezzala sinistra, quindi per il posto dietro le punte il tecnico deciderà fra due trequartisti alternativi, Urby Emanuelson e Alberto Aquilani. L'olandese è stato il primo dei non eletti anche al Camp Nou, ed è stato sacrificato alla coerenza di modulo. Il romano è stato impiegato subito da titolare in campionato, e in Champions ha fatto staffetta con Nocerino.
Ragazzi versatili - Sia Emanuelson che Aquilani sono centrocampisti duttili, che possono ricoprire posizioni diverse a centrocampo, anche se Aquilani ha detto di sentirsi forse più mezzala sinistra. Quanto a Emanuelson, il suo essere indefinito e capace di giocare un po' dappertutto è stato finora più un problema che un pregio, visto che ha limitato le sue possibilità di essere convocato in nazionale, e anche nell'Ajax la versatilità gli ha creato qualche problema di identità. Ma sempre all'Ajax, dove è ancora seguito e amato, dicono che Urby darebbe il meglio come trequartista. Allegri lo ha già provato in quel ruolo qualche volta anche nella stagione passata. Urby non ha convinto molto, ma non per questioni tecniche: avrebbe bisogno di continuità per consolidarsi, e la continuità è un bene concesso raramente ai giocatori del Milan. Poter giocare e dimostrarsi adeguato col Napoli sarebbe un modo per dimostrare di essere progredito dopo i primi mesi di studio del campionato italiano, e di avere imparato a superare anche le grandi pressioni.
Tranquillità - La sfida di Napoli sembra già carica di significati, ma Galliani cerca di riportare tutto entro i limiti. Ieri il vicepresidente era a Milanello e si è fermato davanti alle telecamere di Sky: «Definire questo Napoli-Milan una sfida scudetto è eccessivo, visto che siamo alla seconda giornata». E all'idea di un confronto con una squadra al settimo cielo dopo il pareggio contro il Manchester City, Galliani non ha fatto una piega: «Il Milan ha fatto in Champions quello che ha fatto il Napoli, solo che ha giocato contro la squadra più forte del mondo. Abbiamo una mentalità da Champions, guardando le altre partite ho capito chi non ce l'ha. E poi Nesta. Con Messi è stato un duello tra grandissimi campioni». Galliani ha poi elencato i punti dolenti: «Mancheranno Boateng, Ambrosini, Ibra, Gattuso e Robinho, a parte Inzaghi e Flamini. Avremo tante assenze, ma le assenze ci sono state anche lo scorso anno. E in attacco abbiamo due campioni come Pato e Cassano, El Shaarawy è la terza punta e andrà in panchina».



0 commenti:
Posta un commento