CORSPORT (A. BARILLA') - I cambiamenti profondi degli ultimi anni, i punti del piano di sviluppo, le perdite e il risanamento, i diritti tv, le ambizioni, il nuovo stadio. Il presidente Andrea Agnelli scrive agli azionisti in vista dell'assemblea di martedì 18 ottobre e la sua lettera, oltre il bilancio e le risorse, diventa manifesto di una società consapevole dei problemi incontrati ma sicura di poter ritrovare, attraverso il cammino intrapreso, la capacità di competere ad alto livello senza sacrificare l'equilibrio finanziario.SVILUPPO - Agnelli confessa la delusione per l'esito della sua prima stagione da presidente: sapeva bene, avviando il rinnovamento, che sarebbe stato difficile ottenere risultati sportivi immediati, ma il rischio calcolato dal dirigente non lenisce l'amarezza del tifoso. Non s'abbatte e sceglie la metafora della semina: si augura che il raccolto arrivi presto. Riepiloga un maquillage che non ha coinvolto solo la squadra, ma il top management, assicurando « professionalità, determinazione e passione nella vita della Juventus » , poi si sofferma sul piano di sviluppo: sette pilastri - dalla riorganizzazione societaria al rilancio del settore giovanile - e l'orgoglio di aver individuato contromisure e risorse per fronteggiare «una perdita intollerabile» e «riportare la Juventus dove la sua storia di centoquattordici anni l'ha posta». Risanamento: in campo e fuori. Attraverso l'aumento di capitale da varare. Grazie al sostegno della Exor.
ISTITUZIONI - Conti e interventi, analisi e progetti. Ma la Juve non si muove solo tra Vinovo e corso Ferraris: il presidente spiega come la società debba tornare protagonista anche sul fronte delle istituzioni sportive, a suo giudizio a lungo inerti o addirittura responsabili di « un quadro regolatorio penalizzante per le eccellenze del calcio italiano » . Il riferimento è ai diritti tv, alla « regolamentazione pubblica della ripartizione della principale fonte di ricavo, a dispetto della capacità d'investimento e di sviluppo posta in essere dai privati»: Agnelli rileva come anche questo abbia inciso sull'esercizio 2010-11, su un bilancio«che fotografa la cruda realtà» , e pretende che «chi si propone di portare l'Italia a eccellere in un settore non deve essere favorito, ma neppure penalizzato» . Il presidente chiude riassumendo l'obiettivo -«competere ad alto livello mantenendo l'equilibrio finanziario » -e indicando lo stadio come sintesi: fonte di nuovi ricavi e casa dei tifosi. Anzi no, chiude con«Forza Juve»: passione, non solo management.



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